Metà della barriera corallina di Sekisei, la più grande del Giappone, è sbiancata a causa dei cambiamenti climatici. A lanciare l'allarme il ministero dell'Ambiente nipponico, che sta monitorando da tempo le condizioni del delicatissimo e prezioso “coral reef”. La situazione è analoga a quella vissuta dalla Grande Barriera Corallina australiana, anch'essa vittima dello sbiancamento a causa del riscaldamento globale. Le temperature elevate di mari e oceani, infatti, spingono i polipi dei coralli a espellere le microscopiche alghe (chiamate zooxantelle) che vivono in simbiosi con essi, determinando il processo di sbiancamento e la possibile morte della barriera, uno degli ecosistemi più affascinanti e ricchi in biodiversità dell'intero pianeta.

I dati diffusi dagli scienziati nipponici per la barriera della laguna di Sekisei sono meno drammatici di quelli del 2016 relativi al monitoraggio presso le isole Ishigaki, Okinawa e Iriomote. In quel caso lo sbiancamento complessivo registrato fu infatti del 91,4 percento. Nonostante ciò, i giapponesi restano estremamente preoccupati per la diffusione del fenomeno e soprattutto per le possibilità di ripresa delle barriere coinvolte. “La temperatura dell'acqua rimane elevata e il rapporto di sbiancamento è ancora elevato. Non possiamo essere ottimisti”, ha sottolineato il portavoce del ministero dell'Ambiente. “Il corallo nell'area non ha mostrato segni di ripresa reale e rimane in condizioni critiche”, ha aggiunto il funzionario.

Uno dei dati positivi rilevati dai ricercatori risiede nella copertura del corallo sano popolato da invertebrati dell'intera barriera corallina, salita al 14,7 percento rispetto all'11,6 percento dell'anno precedente. Anche il numero di coralli morti (non solo sbiancati) si è ridotto sensibilmente rispetto ai rilievi condotti nell'estate precedente, durante la quale morirono il 70 percento dei coralli. Dati positivi che tuttavia non lasciano ben sperare per il recupero della barriera, considerando che le temperature degli oceani sono destinate a salire ancora nei prossimi anni, in base alle stime degli esperti. Per i coralli iniziano a diventare pericolose quando si superano i 30° centigradi, evento sempre più diffuso in varie parti del mondo a causa del riscladamento globale.

[Credit: Ministero dell'Ambiente giapponese/Mainichi]