A Natale il sole ci levò la gioia di veder passare sui nostri cieli una cometa che sarebbe stata ornamento perfetto di qualsiasi presepe. Dal passaggio alle spalle del sole, Ison non è più tornata. Può fungere dunque da piccolo risarcimento morale il passaggio di 2013 YL2, il NEO (Near-Earth Object) ribattezzato generosamente la "cometa di Capodanno". Siamo un po' in ritardo sul passaggio al 2014, ma si tratta comunque della prima cometa visibile di passaggio sopra la Terra, che raggiungerà la massima vicinanza al nostro pianeta il 3 gennaio all'1.46 ora italiana. A quell'ora questa roccia del diametro di 90 metri si troverà a 1,4 milioni di chilometri dalla Terra e, soprattutto, sarà visibile soltanto dall'emisfero australe con telescopi di diametro di 35-40 centimetri. Per quanto riguarda i pericoli connessi all'ora X di maggior vicinanza, a dissipare qualsiasi dubbio circa la nostra incolumità ci pensa Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, che sugli 1,4 milioni di chilometri dice che si tratta di "una distanza di assoluta sicurezza, basti pensare che è circa tre volte e mezzo la distanza Terra-Luna".