lucy

Un'affascinante scoperta nel celebre sito di Laetoli nella riserva di Ngorongoro (Tanzania) getta nuova luce sulla struttura sociale dei nostri antenati appartenenti alla specie di Lucy, l'Australopithecus afarensis, che in base ai dati rilevati sarebbe stata più affine a quelle dei gorilla (con maschio dominante e poligama) piuttosto che a quelle degli scimpanzé, come precedentemente sostenuto. I ricercatori, coordinati dal professor Giorgio Manzi, antropologo presso l'Università Sapienza di Roma, sono giunti a questa conclusione analizzando una nuova serie di impronte di un gruppo di cinque ominidi, posta a pochi metri di distanza dalla celebre “passeggiata” scoperta da studiosi britannici negli anni negli '70, della quale tuttavia si ebbero i primi indizi nelle spedizioni di Mary Leakey negli anni '40.

Le nuove impronte, analogamente alle vecchie, sono rimaste impresse nella cenere proiettata dal vulcano Sadiman (sito a una ventina di chilometri dagli scavi), che grazie al processo di cementificazione innescato dalla pioggia ha permesso agli studiosi di ritrovarle perfettamente conservate a ben 3,6 milioni di anni di distanza. Tra i dati più interessanti rilevati dallo studio, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica eLife, vi sono le dimensioni del piede di uno degli australopitechi, che sparigliano le carte in tavola sulle conoscenze precedentemente acquisite dai paleoantropologi.

Essendo maggiori rispetto a quelle degli altri elementi del gruppo, gli scienziati suggeriscono che appartenessero a un maschio, evidenziando dunque la presenza di un sensibile dimorfismo sessuale nella specie, nel caso specifico legato a una differenza di peso e altezza tra i due sessi. Le stime indicano che il maschio avrebbe dovuto avere un'altezza di 1,65 cm, ovvero circa 20 cm in più rispetto alle femmine, mentre il peso sarebbe stato di 48 chilogrammi, contro i 28 chilogrammi dell'elemento più leggero del gruppo. Secondo gli studiosi, il maschio sarebbe stato accompagnato dal suo harem di tre o quattro femmine e da un piccolo; saremmo dunque innanzi a un classico caso di poligamia, che evidenzierebbe una struttura sociale assimilabile a quella dei gorilla. Ciò modifica sostanzialmente il pensiero scientifico sui nostri antenati australopitechi, il cui comportamento si supponeva fosse analogo a quello "promiscuo" degli scimpanzé, dove maschi e femmine hanno inoltre dimensioni simili.