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1 Ottobre 2018
19:18

Influenza, una pandemia è la crisi sanitaria più temuta: 100 anni fa 50 milioni di morti

Sono trascorsi cento anni da quando una catastrofica e improvvisa pandemia influenzale fece decine e decine di milioni di vittime in tutto il mondo, coinvolgendo anche giovani perfettamente in salute. Oggi il rischio che un simile scenario possa ripetersi non viene escluso dagli esperti: nel mirino degli scienziati c’è soprattutto un ceppo mutato del virus H7N9, che ha dimostrato trasmissibilità tra mammiferi.
A cura di Andrea Centini
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Esattamente cento anni fa, durante le fasi finali della Prima Guerra Mondiale, comparve all’improvviso la più grave pandemia influenzale della storia umana, la famigerata “spagnola”, che nel giro di due anni uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo. Le stime più accreditate parlano di 50 milioni di morti, ma recenti indagini suggeriscono che il dato rilevato potrebbe essere esattamente la metà di quello reale. Ciò che è certo è che si è trattato di un virus letale che ha mietuto moltissime vittime tra giovani perfettamente in salute, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Esiste la possibilità che una simile pandemia influenzale possa ripetersi anche oggi, a cento anni dall'avvento della “spagnola”?

Una risposta chiara l'ha data il professor Michael Osterholm, direttore del Centro per la ricerca e la politica sulle malattie infettive dell'Università del Minnesota: “Una pandemia influenzale globale è al posto numero 1, 2, 3 e 4 sulla nostra lista delle più temute crisi di salute pubblica”. Gli ha fatto eco lo specialista in malattie infettive dell'Università di Vanderbilt William Schaffner, che è anche direttore medico della National Foundation for Infectious Diseases (NFID): “Temiamo l'influenza, sappiamo quanto sia grave”. Solo alcuni giorni addietro lo stesso studioso aveva dichiarato che l'influenza acuta può colpire i vasi sanguigni del cuore e del cervello e quindi aumentare il rischio di infarto e ictus anche a settimane dalla guarigione, oltre a poter innescare danni irreparabili negli anziani.

I virus influenzali sono subdoli e mutevoli, ed essendo legati a un serbatoio vasto e incontrollabile come quello degli uccelli migratori, sono praticamente impossibili da sradicare, come dichiarato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). A causa dei viaggi internazionali, una pandemia catastrofica potrebbe diffondersi a livello globale ben prima di potersene accorgere e quindi di avere il tempo per approntare una rapida risposta di salute pubblica. Poiché secondo gli esperti le pandemie sono un fenomeno ricorrente, la minaccia è ritenuta concreta. Potrebbe emergere ovunque nel mondo. Naturalmente non c'è alcun allarme specifico, ma le autorità sanitarie tengono sotto scrupoloso controllo i virus influenzali e i ceppi con le maggiori probabilità di fare il temuto salto di specie.

Nel caso della spagnola il responsabile della pandemia fu un misterioso virus del ceppo H1N1, che sparì misteriosamente nel giro di un biennio dopo essere comparso. Tra quelli attuali messi nel mirino dei ricercatori c'è un ceppo mutato del virus H7N9 dell'influenza aviaria, del quale un team di scienziati dell'Università di Tokyo e dell'Università del Wisconsin Madison ha dimostrato la trasmissibilità tra i mammiferi. A preoccupare gli esperti vi è anche il fatto che manifesta resistenza ai farmaci. L'influenza provocata dal virus H7N9 potrebbe corrispondere alla temuta “Disease X” (Malattia X) citata dall'OMS, una patologia infettiva che sulla carta ancora non esiste ma che quando e se emergerà sarà destinata a scatenare una catastrofica pandemia. Lo scenario è stato descritto dal professor Jonathan Van-Tam, un dirigente medico del governo britannico.

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