Si intitola M6NTHS ed è un cortometraggio di 12 minuti che racconta, dal punto di vista del protagonista, un suinetto, la vita negli allevamenti intensivi a partire dalla nascita: la storia racconta, senza commenti o voice-over, cosa significhi trascorrere l’intera esistenza chiuso in gabbia, come un oggetto e non come un essere vivente con necessità ed emozioni. Ecco cosa c’è da sapere su M6NTHS.

Un video in esclusiva. Innanzitutto va detto che il video è disponibile online in versione completa solo fino al 18 febbraio e fa parte dell’Iniziativa dei Cittadini Europei contro le gabbie negli allevamenti, “End the Cage Age”, che in Italia vede la collaborazioni di associazioni quali LAV, Animal Equality e Legambiente e che ha lo scopo di raccogliere migliori di firme in un anno per chiedere alla Commissione Europea di pronunciarsi ufficialmente su questo argomento.

Una vita in gabbia, non è vita. Possiamo anche continuare a chiamarla vita, ma un’esistenza in gabbia non è altro che una lunga attesa in un carcere di massima sicurezza prima dell’esecuzione. Perché qualsiasi animale, di qualsiasi specie, per quanto sia destinato a diventare un nostro pasto, merita comunque una vita che possa definirsi tale: la possibilità di muoversi liberamente, di stringere rapporti e legami sociali, di mangiare in uno spazio adeguata, di vedere la luce del giorno non solo dalle finestre, di passeggiare su un prato. Questo non è però il destino delle scrofe che passano metà della loro vita circa chiuse in gabbie dentro le quali non riescono neanche a girarsi su se stesse e prendersi cura dei piccoli, o quello di galline, conigli, quaglie, anatre e oche che invece dietro le sbarre trascorrono tutta la loro breve esistenza, o dei vitelli, allontanati immediatamente dalla madre e tenuti in box singoli.

Il video. La filmaker si chiama Eline Helena Schellekens e il video M6NTHS, che ha ottenuto il Panda Award, il più importante riconoscimento per i film sulla natura, è un progetto per la sua tesi al BBC Master Studies ‘Wildlife filmmaking’ presso la  University of West England di Bristol. Le immagini sono state raccolte da diversi allevamenti tra Belgio, Francia e Regno Unito e, come possiamo immaginare, non è stato semplice trovare allevatori disponibili alle riprese: perché in fondo tutti noi sappiamo che quella vita lì non ha nulla di dignitoso e tutto di cui vergognarsi.

Ecco il video.