Fin dalla sua comparsa nel nostro sistema solare, il "sigaro" interstellare Oumuamua ha fatto nascere le più disparate ipotesi sulla sua provenienza e sulla sua natura. Lo strano oggetto spaziale è infatti diventato un vero e proprio puzzle per gli scienziati, che finora non hanno saputo spiegare alcuni degli elementi che lo caratterizzano. Quello che sappiamo è che di certo Oumuamua non è né un asteroide né un'astronave aliena venuta per spiarci. Sulla sua natura iniziano però a emergere ulteriori dettagli e oggi sappiamo che il "sigaro" potrebbe essere il risultato di un corpo celeste più grande smembrato da una stella.

Secondo gli scienziati dell'Observatoire de la Côte d’Azur, in Francia, Oumuamua sarebbe un "asteroide attivo" formatosi da un corpo celeste distrutto da una stella e poi spedito nello spazio interstellare. Con questo termine si intendono quei corpi che hanno orbite simili a quelle degli asteroidi ma caratteristiche visive vicine a quelle delle comete. "La maggior parte dei pianeti si compone di numerosi pezzi di roccia fusi tra loro sotto l'influenza della gravità" ha spiegato il dottor Yun Zhang, uno degli autori dello studio. "Sono come castelli di sabbia che viaggiano nello spazio". L'incontro tra questi corpi e una stella rappresenta un "tiro alla fune gravitazionale tra i due corpi" e se il pianeta passa troppo vicino alla stella può essere distrutto, creando frammenti.

Nel caso di Oumuamua, l'incontro di un corpo celeste e una stella avrebbe portato alla creazione di frammenti allungati causati dalla forza di marea che si sarebbero fusi insieme a causa della temperatura della stella per poi ghiacciarsi nel freddo dello spazio. Per forza di marea si intende l'influenza gravitazionale di un oggetto molto grande su un altro, un caso in cui la forza può variare notevolmente da una parte all'altra dell'oggetto. Questo tende a distorcerne la forma, trasformando per esempio una sfera in un ellissoide, come successo in questo caso. La maggior parte delle sostanze presenti sulla sua superficie sarebbero state distrutte dal calore della stella, ma al suo interno sarebbe rimasto del ghiaccio che, una volta entrato nel nostro sistema solare, sarebbe evaporato portando a un'accelerazione del suo movimento. Questo spiegherebbe anche l'assenza della "coda" che generalmente ha una cometa, generata proprio dall'involucro di gas e polveri che bruciano man mano che il corpo si scalda.

Oumuamua si sarebbe quindi creato dalla distruzione di una cometa o di un pianeta diverse volte più grande della Terra, ma secondo gli scienziati la prima ipotesi è quella più realistica, vista anche l'apparente presenza di ghiaccio sotto la sua superficie. La distruzione di questo corpo sarebbe avvenuta per mano di una stella simile al nostro Sole ma più piccola e senza, forse addirittura una nana bianca.