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Quando non si parla di vero e proprio negazionismo del riscaldamento globale allora entra in gioco il rifiuto di riconoscere le responsabilità umane, che invece sono enormi. Se da un lato c'è chi crede sia possibile controllare il clima, dall'altro abbiamo tesi diametralmente opposte dove si nega – seppure nel lungo periodo – la possibilità che le attività industriali possano avere influito nel cambiamento climatico.

Un dibattito aperto? Più che nel caso delle teorie di complotto il dibattito appare ancora aperto, specialmente negli Stati Uniti – più in generale nei Talk show – nonostante non sia affatto così. Chi nega il riscaldamento globale solitamente non è un esperto del settore; se ne ha le credenziali non presenta prove che confutino il consenso generale, mentre la teoria del riscaldamento globale continua a trovare conferme nella letteratura scientifica mondiale.

Argomenti dei negazionisti

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Due in particolare sembrano maggiormente convincenti ad un'analisi superficiale: quella di un surriscaldamento irrilevante, tanto da poter considerare il pericolo scampato già dal 1998; e quella del surriscaldamento dovuto a variazioni dell'attività solare.

Nel primo caso ci si basa su uno studio dell'Hadley Center falsato per il fatto che non considera la temperatura nell'Artico, dove le temperature continuano a salire in maniera preoccupante, come avverte la World meteorological organization.

Nel secondo caso si ignorano completamente le conseguenze ben più immediate e devastanti riguardo a variazioni significative dell'attività solare, come spiegato qui. L'intera colonna atmosferica ne sarebbe affetta. Quello a cui assistiamo invece è un riscaldamento degli strati inferiori correlato ad un raffreddamento della stratosfera. Sono le tipiche conseguenze che gli esperti di settore si aspettano da un peggioramento dell'effetto serra.

Non c'entriamo noi. In ultima istanza certi negazionisti cercano di sminuire l'impatto antropico sul cambiamento climatico. E' ormai assodato che l'anidride carbonica nell'atmosfera è in aumento rispetto a prima che cominciasse la Rivoluzione industriale: tutto quel carbonio, proveniente da antichi organismi, viene disperso da noi e restituito come CO2 nell'ambiente; in più la massiccia deforestazione non aiuta a riassorbire questa quota considerevole di anidride carbonica in eccesso.

Nuovo studio dimostra il riscaldamento globale

Il climatologo inglese Ed Hawkins ha mappato i cambiamenti della temperatura globale a partire dal 1850. Lo studio rivela in maniera efficace l'esistenza già ampiamente dimostrata di un riscaldamento globale in atto, specialmente negli ultimi decenni. Difficile non riconoscere le nostre responsabilità.

Grid chart. Attraverso la tecnica nota come Grid chart, che consiste nell'assemblare una serie di grafici dotati della medesima scala, Hawkins mette in evidenza una tendenza generale in atto dal 1850 al 2016. Il tutto è stato possibile sfruttando i dati disponibili nel HadCrut4 database. Come illustrato nello studio correlato, tale banca dati è stata resa possibile dai recenti sviluppi nelle analisi osservazionali riguardanti la temperatura dell'aria in prossimità della superficie terrestre e della superficie del mare, assieme a set di dati riguardanti l'evoluzione globale e regionale della temperatura dal 1850 ad oggi.

Il contributo della Nasa. Anche l'analisi dei dati raccolti dalla Nasa è stata tenuta in considerazione. Riguarda gli studi svolti su campioni di ghiaccio raccolti nell'Artico. Anche gli americani hanno utilizzato il modello della Grid chart. E' possibile vedere in questo modo anche i cambiamenti riguardanti il ghiaccio marino nel corso degli anni. Una delle conseguenze del riscaldamento globale che più preoccupa i climatologi è infatti lo scioglimento dei ghiacci Artici.

Ironia della sorte: proprio quando sarebbe legittimo parlare di studiosi in conflitto di interesse, magari perché lavorano per multinazionali che sarebbero interessate a frenare le legislazioni volte a ridurre il consumo di risorse fossili, sono proprio questi ultimi ad ottenere maggiori attenzioni, da parte di chi si impegna a smascherare altri tipi di complotto decisamente meno probabili.