Un gruppo di pinguini Papua (Pygoscelis papua) si aggira sconsolato su una sperduta isola di plastica, una versione in miniatura del gigantesco Pacific Trash Vortex, la grande chiazza di immondizia nel cuore dell'Oceano Pacifico che si estende per milioni di chilometri quadrati. Le immagini scioccanti, pubblicate sulla pagina Facebook della World Wildlife Foundation (WWF) nel mese di aprile, veicolano un fortissimo messaggio di denuncia contro l'inquinamento da plastica, assurto a problema globale. Ma fortunatamente, quello che sembra essere un filmato ripreso da un gruppo di ricercatori, è in realtà un falso, costruito ad arte con l'ausilio di un computer per rendere un normale isolotto ghiacciato in un inferno di rifiuti umani.

È stato lo stesso WWF a riferire il reale obiettivo di un simile montaggio, pubblicato per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'inquinamento marino. Del resto, come si legge anche nel comunicato a corredo del filmato, riversiamo in mare otto milioni di tonnellate di rifiuti plastici ogni anno, un quantitativo spropositato che entro il 2050 porterà ad avere oceani e mari con più plastica che pesce.

Sono già moltissimi gli animali che vengono uccisi dalla plastica scambiata per prede, come questa balena pilota, questo capodoglio e questo zifio, e tanti altri vengono salvati da essa per un soffio, come questa gigantesca tartaruga Caretta caretta recuperata nello Stretto di Messina. Dunque, sebbene falso, il video del WWF è maturato in un contesto estremamente reale e drammatico. La plastica ha addirittura raggiunto isole remote e disabitate, come la piccola Henderson, quella con la densità di rifiuti plastici più alta al mondo: ci sarebbe davvero da stupirsi nel vedere dei pinguini Papua – conosciuti anche come pigoscelidi comuni o pinguini Gentoo – ‘passeggiare' su un isolotto di questo tipo?

Non tutti hanno colto il significato del messaggio veicolato del video, e alcuni hanno addirittura accusato il WWF di fare un danno alla causa ambientalista pubblicando materiale falso, che ha fatto rapidamente il giro della rete. La realtà è che il tema dell'inquinamento da plastica non è ancora stato percepito nella sua notevole gravità, non da tutti almeno, e se anche a toccare le corde giuste fosse un filmato creato ad arte, non ci dovrebbero essere davvero ragioni per biasimarlo.

[Credit: WWF]