É ovvio, d'estate fa molto caldo, quindi qualcuno guadagnerà sul nostro bisogno di tenerci al fresco e di garantire la salute dei lavoratori nei contesti aziendali, questo però deve anche metterci all'erta dalle pubblicità ingannevoli che vorrebbero proporci nuovi tipi di condizionatori – magari fai da te – in grado di ripararci dalla morsa del caldo, annullando le emissioni e quindi anche le spese. A tutto questo si aggiunge anche la questione più seria e realmente accertata del riscaldamento globale, del quale saremmo tutti complici anche in virtù dei condizionatori. Ecco le ragioni per cui dovreste diffidare delle leggende e delle fake news prodotte facendo leva su falsi miti e mezze verità sul caldo e sui modi alternativi di trovare refrigerio, mediante colli di bottiglia o cubi dal misterioso funzionamento, in grado di sfidare le leggi della Fisica.

I condizionatori fanno male alla salute?

I puristi tendono a disdegnarli accontentandosi di un ventilatore, altri lamentano proprio delle vere e proprie allergie o raffreddori causati dai condizionatori. Tuttavia il problema non è dell’apparecchio in sé, quanto nel modo in cui viene usato, specialmente se parliamo di impianti realizzati nei luoghi pubblici. Non è meramente una questione di temperature, avevamo già spiegato che anche in questo caso le leggende abbondano, soprattutto sull’influenza e il raffreddore: se non si viene contagiati da un virus o un batterio il freddo non potrà farci ammalare. Per tanto è importante tenere i filtri puliti, onde evitare che il condizionatore si trasformi in un vettore per la diffusione di allergeni: quali polvere, pollini, batteri e virus. La temperatura non deve comunque essere regolata in modo tale da creare degli “sbalzi di temperatura polari”. Il nostro organismo è abituato a temperature che variano tra i 25 ed i 27 gradi centigradi, se fuori fa caldo sentiremo comunque la differenza, risparmiandoci cambiamenti termici dannosi, soprattutto per bambini e anziani; tra questi non mancano rallentamenti della digestione, congestioni, dolori muscolari e alla schiena. Per chi ama invece tenere il condizionatore acceso in auto il torcicollo è sempre in agguato.

Condizionatori e riscaldamento globale

Sul global warming, ovvero il progressivo riscaldamento globale causato dalle nostre emissioni, continuano ad essere foraggiate numerose fake news, volte per lo più a negarne l’esistenza o a mettere in discussione l’origine antropica. Ma non tutte le nostre tecnologie devono per forza essere implicate nell’incremento delle temperature medie. Ecco invece che la credenza in base alla quale i condizionatori “sputerebbero fuori” l’aria calda, si intreccia con un fenomeno reale alimentando un vero falso mito, così anche loro finirebbero nel calderone delle attività umane implicate. Un recente studio pubblicato il 3 luglio dai ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison ha preso in esame l’impatto che l’uso dei condizionatori d’estate avrebbe sul riscaldamento globale. Ed effettivamente un riscontro c’è, ma non dipende dal loro funzionamento intrinseco, bensì dal modo in cui ricaviamo l’energia necessaria ad attivarli, alimentata dai combustibili fossili. Questo è un problema che riguarda tutti quei paesi che non avendo una rete idroelettrica molto sviluppata, devono fare affidamento alle centrali a carbone. Lo studio prende in esame la situazione negli Stati Uniti. Un vero e proprio circolo vizioso, visto che il global warming implicando estati più calde, provocherebbe un maggiore uso dei condizionatori.

Le ondate di calore stanno aumentando sempre più di intensità. Avremo più domanda di raffreddamento che richiede più elettricità, ma se la nostra nazione continua a fare affidamento su centrali a carbone per una parte della nostra elettricità, ogni volta che accendiamo l'aria condizionata staremo impolverando l'aria, causando più malattie e persino morti.

Come funziona un condizionatore?

Sono diversi i ricercatori che sono stati interpellati riguardo ai risultati dello studio americano, nessuno fa menzione al famigerato meccanismo di espellere l’aria calda all’esterno dei condizionatori. Basta riflettere sul reale funzionamento di questi apparecchi per capire che la credenza non ha alcun fondamento. Il meccanismo è analogo a quello dei frigoriferi. All’esterno dell’edificio in cui è stato montato il condizionatore viene alloggiato l’apposito compressore. Questo comprime ad alta pressione un gas e lo riscalda, viene poi liberato dal condensatore che lo raffredda attraverso una serpentina. Il gas depressurizzandosi genera il freddo, come previsto dalle leggi fisiche. Il condizionatore come il frigorifero non sputa fuori il calore che c’è all’interno, questo è dato dal motore elettrico che svolge tutta l’operazione. Ma tale emissione è irrilevante se paragonata a quella dei combustibili fossili impiegati per alimentare le centrali elettriche.

Il complotto della Termodinamica

In questa stagione potremmo imbatterci in diversi spot dove si sponsorizzano apparecchi dal misterioso funzionamento, in grado di raffreddare l’aria consumando molto meno. Uno dei casi più emblematici è quello del “cubo che raffredda l’aria”, il tutto facendoci spendere qualche centesimo al giorno. Il vantaggio di queste “tecnologie indipendenti” sarebbe quello di contravvenire al "complotto dei produttori di condizionatori", i quali "usano circa la stessa energia per la stessa quantità di raffreddamento”, verosimilmente questi produttori sarebbero in combutta con la rete elettrica che fatturerebbe maggiori consumi. Il problema è che questo complotto si chiama “Termodinamica”, non è un dogma bensì uno dei principi della Fisica maggiormente verificati e studiati. Non c’è modo di evitare che il freddo generato superi in quantità considerevole il calore “speso” per ottenerlo; il condizionatore è già una sfida continua al “principio zero” della termodinamica:

Se poniamo a contatto termico due oggetti A e B a temperatura differente, il più caldo cederà calore al più freddo finché le temperature dei due corpi non saranno uguali. A questo punto, A e B saranno in equilibrio termico.

Ecco perché è importante tenere il compressore all’esterno e avere delle abitazioni ben coibentate, ma soprattutto capiamo meglio come il condizionatore lotti già abbastanza contro la Fisica, senza riuscire mai a vincere. Ed effettivamente resta un mistero il funzionamento delle alternative pubblicizzate di tanto in tanto in Rete, che ci garantirebbero rese superiori mediante consumi risicati.

Condizionatori a emissioni zero, dal Bangladesh

Lo chiamavano “Eco cooler”, si tratterebbe di un condizionatore fai da te inventato nel Bangladesh. Un “condizionatore” che tutti potremmo costruirci in casa assemblando assieme dei colli di bottiglia, di quelle in plastica dell’acqua minerale. Il suo inventore Ashis Paul vantò a suo tempo di averne installati 25mila in tre mesi. Ci verrebbe da chiedere come mai, se si tratta di un apparecchio fai da te molto facile da costruire, questo signore sia riuscito a ricavarne un business così fiorente. Anche leggendo una delle fonti che hanno contribuito maggiormente alla sua leggenda si capisce che qualcosa non va. Sappiamo solo che i colli di bottiglia filtrerebbero l’aria rinfrescandola. Il funzionamento sarebbe analogo a quello di un ventaglio, non di un frigorifero. Infatti nessuno si sognerebbe di chiamare “condizionatore” un ventaglio. Solo che il principio che permette ai ventagli di funzionare è dimostrato, l’Eco cooler non è mai riuscito a fare altrettanto. In che modo la strozzatura dei colli di bottiglia possa generare una pressione tale da restituirci aria fresca di continuo, rimane un mistero.

Tasse e multe sull’aria fresca

Potrebbe capitarci di trovare nei social condivisioni riguardo ad una nuova tassa sui condizionatori, oppure la storia di qualcuno ch’è stato multato per avere l’aria condizionata accesa in auto. Continuano a girare ciclicamente, ma le versioni cambiano di poco. Il “bollino blu”, relativo ai controlli periodici su filtri ed efficienza esiste, ma solo a livello aziendale; si paga per garantire la salute dei lavoratori e non c’entra con gli usi domestici. Lo sfortunato automobilista multato per l’aria condizionata esiste davvero, probabilmente è anche in buona compagnia; infatti la multa sanzionava il motore tenuto acceso durante la sosta. L’aria condizionata era solo una scusa per giustificare l’infrazione: “tenevo acceso il motore per mantenere in funzione il condizionatore”.