I pescatori delle Eolie sono in sciopero contro i delfini, ai quali ovviamente non importa nulla e continuano a godersi le meraviglie del mare tra una nuotata e l'altra. La notizia può far sorridere, ma in realtà ciò che nasconde è tutt'altro che divertente. Negli ultimi mesi infatti i pescatori siciliani hanno riscontrato una diminuzione importante del pescato e una conseguente perdita economica che li ha portati ad incrociare le braccia e a scioperare. Ma che succede? A quanto pare i delfini avrebbero capito come ‘vincere facile' cercando il cibo direttamente intorno ai pescherecci, così facendo però hanno ridotto del 70% il fatturato dei lavoratori. Come è possibile?

Partiamo dal principio.

I delfini sono a rischio

Le Isole Eolie, oltre ad essere meravigliose da un punto di vista paesaggistico, sono un vero e proprio paradiso per i delfini che qui trovano un angolo di felicità nell'inferno dei rischi che corrono ogni giorno: il Tursiops truncatus (o delfinio dal naso a bottiglia) infatti, come spiegano dal Filicudi WildLife Conservation che si occupa proprio di seguire questi animali, è minacciato:

  • dall'attività di pesca
  • dal bycatch (rimangono intrappolati accidentalmente negli attrezzi da pesca)
  • dallo sfruttamento delle risorse ittiche (troppi pesci pescati, meno cibo per i delfini)
  • dal traffico marittimo
  • dall'inquinamento acustico
  • dagli effetti tossici degli xenobiotici (pesticidi, etanolo, additivi alimentari che finiscono in mare)

Un guerra di cui siamo responsabili

Il mare delle Eolie da sempre è stato ricco di pesci e molluschi e per questo è diventato un luogo centrale per il settore della pesca che, però, in questi anni ‘ci ha dato dentro' al punto da ridurre queste risorse e mettere in competizione i delfini con i pescatori. Insomma, da un lato ci sono gli animali che hanno bisogno di mangiare per sopravvivere, dall'altro i lavoratori che hanno bisogno di pescare per guadagnare e quindi sopravvivere: una lotta per la sopravvivenza che è diventata l'emblema dell'incapacità dell'essere umano di vivere in equilibrio con la natura.

Ladri di pesci e di futuro

Accade dunque che i pescatori comprensibilmente disperati per il crollo del 70% (a loro dire) del fatturato abbiano deciso di incrociare le braccia e mettere via le reti (per la gioia dei delfini, dei pesci e dei molluschi). “Ladri di pesci e di futuro” così sono stati ribattezzati i delfini, come se questi animali davvero volessero danneggiare i pescatori: sono animali, devono mangiare, cos'altro dovrebbero fare? Stare a dieta per il piacere dei pescatori?

E quindi?

Ora, visto che chiaramente risulta complicato organizzare un'assemblea con i delfini, i quali non sembrano portati per discussioni di questo tipo (chissà perché…), i pescatori hanno chiesto di affrontare la questione in Commissione Pesca Europea il prossimo 5 aprile. La loro richiesta? Si passa dall'installazione di sistemi acustici che dovrebbero tenere a distanza i delfini, ma che non è chiaro se abbiano lo stesso effetto sugli altri pesci, o poter pescare di più perché a quanto pare le restrizioni previste impediscono di contrastare la fame dei delfini.

Ma di cosa stiamo parlando?

Permettere di pescare di più è inutile, oltre che stupido. Il problema infatti non è tanto l'incremento del numero dei delfini, cioè non è che le Eolie siano state improvvisamente invase da questi animali, ma semmai la diminuzione stessa dei pesci e dei totani. Concedendo la possibilità di pescare di più, si finirebbe per rendere questa situazione ancor più incontrollabile.

L'intelligenza dei delfini e l'indifferenza dell'uomo

Da tutta questa storia, che ancora non è chiaro come andrà a finire, abbiamo capito due cose:

  1. i delfini sono davvero intelligenti perché hanno compreso come intercettare la pesca dei molluschi e come tagliare le reti per nutrirsi, dicesi ‘comportamento adattativo'
  2. gli esseri umani continuano a voler sfruttare le risorse della Terra senza alcuna consapevolezza né interesse nei confronti della sostenibilità: recenti studi hanno ampiamente dimostrato come, continuando con questi ritmi di pesca, entro il 2048 i nostri mari saranno vuoti.

E ora facciamoci un applauso.