Credit: JAXA
in foto: Credit: JAXA

L'Agenzia spaziale giapponese (JAXA) ha annunciato che la sonda Hayabusa-2 è atterrata con successo sull'asteroide 162173 Ryugu, uno dei più antichi del Sistema solare. La pericolosa manovra di avvicinamento, iniziata giovedì 21 febbraio, si è conclusa poco dopo la mezzanotte di venerdì 22 ora italiana. Ci sono ancora alcuni dati da analizzare, come dichiarato dal portavoce dell'agenzia Chisato Ikuta, ma tutto sembrerebbe essere filato liscio. Ora si attende l'esito della fase più spettacolare della missione, volta a studiare l'origine del nostro sistema e la composizione dell'asteroide, che dovrebbe essere ricco di acqua e composti organici.

Un morso all'asteroide. La sonda Hayabusa-2, lanciata nel 2014, ha l'obiettivo principale di recuperare frammenti di roccia e polveri dall'asteroide, da riportare sulla Terra nel 2020. Per riuscire nell'impresa sfrutta una tecnologia peculiare: dopo aver posizionato un tubo a pochi centimetri dalla superficie del “sasso spaziale”, scaglia un microscopico proiettile di tantalio (dal peso di soli 5 grammi) all'impressionante velocità di circa 1.000 chilometri orari. L'impatto dovrebbe far sollevare frammenti e polveri di roccia che, complice la debole attrazione gravitazionale, dovrebbero finire nel tubo ed essere risucchiati in piccole camere protette. Quando la sonda rientrerà sulla Terra gli scienziati giapponesi potranno prelevarli e studiarli in laboratorio. La speranza è che stavolta si riesca a prelevare materiale a sufficienza; Hayabusa-1, infatti, riuscì a raccogliere soltanto un minuscolo frammento dall'asteroide Itokawa. La sonda nipponica eseguirà comunque tre tentativi, prima di riprendere il viaggio verso la Terra.

"Sasso" antichissimo. 162173 Ryugu, scoperto il 10 maggio 1999 dagli astronomi del Lincoln Near-Earth Asteroid Research, ha un diametro di circa 900 metri e risale a oltre 4 miliardi di anni fa. Secondo gli scienziati è ricco di acqua ed elementi organici che risalgono all'origine del Sistema solare, per questo i campioni prelevati dalla sonda saranno preziosissimi da analizzare. In questo momento sta orbitando a 340 milioni di chilometri dalla Terra, ma a causa della sua orbita è classificato come potenzialmente pericoloso dalla NASA. Lo scorso 21 settembre la sonda Hayabusa-2 ha rilasciato sulla sua superficie dei piccoli rover (1A e 1B), che hanno inviato sulla Terra fotografie e video magnifici dell'asteroide.