Il 20 settembre 2019 è il giorno del Global Climate Strike, uno sciopero globale volto non solo a sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulle conseguenze drammatiche dei cambiamenti climatici, ma anche a spronare i politici a prendere decisioni rapide e virtuose per tutelare il pianeta e l'umanità intera. Come sottolineato dagli organizzatori del movimento ispirato da Greta Thunberg, la studentessa svedese che con i suoi Fridays for Future (Venerdì per il futuro) ha catalizzato l'attenzione dei media internazionali sui temi ambientali, ciascuno di noi può fare la propria parte per coinvolgere quante più persone possibili in questo sciopero, per chiedere “la fine dell'era dei combustibili fossili” e “giustizia climatica per tutti”. Ma cosa fare per organizzare il proprio sciopero per il clima a casa o a lavoro?

La regola numero uno per gli attivisti del Global Climate Strike è divulgare notizie e informazioni sui danni causati dalle emissioni dei gas serra (il principale dei quali è l'anidride carbonica), sulle conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici che si stanno stagliando all'orizzonte, tra le quali citiamo l'innalzamento del livello dei mari in grado di sommergere isole e intere città costiere; fenomeni atmosferici centinaia di volte più potenti degli attuali; malattie; carestie e guerre per le risorse. Perché l'attivismo, come suggerito dai promotori dello sciopero globale, può essere più efficace nel contrasto al riscaldamento globale del seguire alla lettera tutti i consigli per limitare le emissioni personali di carbonio.

Oggi uno dei metodi più rapidi ed efficaci per raggiungere la propria comunità di conoscenze è attraverso i social network; proprio da lì si potrebbe iniziare a informare gli altri sui pericoli estremi che stiamo correndo, aggiungendo ai post selfie/foto e utilizzando l'hashtag #climatestrike. Senza naturalmente dimenticare di coinvolgere personalmente famigliari, amici e colleghi. Indicare a tutti il motivo per cui avete deciso di aderire allo sciopero per il clima, fornendo anche materiale a suffragio della vostra scelta, non può che aggiungere altre voci al coro di protesta. L'obiettivo ultimo del Global Climate Strike, del resto, è quello di far “rumore”, far sentire forte e chiara la propria preoccupazione a chi prende le decisioni sul nostro futuro. E maggiore è il numero degli scioperanti, migliore è l'effetto che ne scaturisce.

Il Global Climate Strike resta comunque uno sciopero vero e proprio, e laddove possibile gli attivisti richiedono la più alta partecipazione possibile a raduni, cortei, marce ed eventi organizzati in tutto il mondo per il 20 settembre e la settimana successiva. Ecco dove sono previste le manifestazioni principali in Italia. Chi si sente a proprio agio, come suggerito dai promotori dell'evento, dovrebbe chiedere al proprio datore di lavoro di chiudere l'azienda per sostenere lo sciopero, almeno per qualche ora. Ovviamente se si lavora per colossi industriali si tratta di una via impraticabile, ma i dipendenti di piccoli esercizi commerciali, bar, ristoranti e tutte le realtà della piccola-media impresa potrebbero veder accolta la proposta e avere il permesso di partecipare a una della manifestazioni organizzate. Nel caso in cui tale proposta venisse accettata, si potrebbe chiedere al datore di lavoro di inviare mail, creare una newsletter o pubblicare un post sul sito o sulle pagine social aziendali per far arrivare la comunicazione a tutti i dipendenti. Gli organizzatori del Global Climate Strike hanno addirittura messo a punto un “Media Tool Kit” per preparare un comunicato stampa da girare ai giornali locali. Chi riceve una risposta negativa dalla propria azienda potrebbe chiedere un giorno o qualche ora di permesso per partecipare alle iniziative in città.

A chi invece non potrà assentarsi in alcun modo da lavoro, il consiglio degli attivisti è quello di sfruttare la pausa pranzo per far ascoltare la propria voce e coinvolgere i colleghi e i passanti. Un altro consiglo suggerito dagli attivisti è quello di fare foto di gruppo nei pressi dei monumenti famosi della propria città, mostrandosi con cartelli contenenti l'hashtag #ClimateStrike per sottolineare l'impegno della comunità allo sciopero per il clima. Laddove possibile e con le apposite autorizzazioni, inoltre, chiedono di distribuire volantini, appendere poster e adesivi e spargere la voce attraverso radio e giornali locali.