Il delfino spiaggiato in Cornovaglia. Credit: Christine Rosser
in foto: Il delfino spiaggiato in Cornovaglia. Credit: Christine Rosser

Un giovane esemplare di delfino comune (Delphinus delphis) è stato trovato morto su una spiaggia con una busta di plastica incastrata nella bocca. Si tratta dell'ennesimo cetaceo ucciso dalla plastica, inquinante tra i principali “big killer” degli odontoceti, i cetacei con denti, come i grandi capodogli e i membri della famiglia dei delfinidi. Questi animali, infatti, possono confondere i rifiuti plastici con le loro prede naturali, ingerendone in grandi quantità. A volte basta un solo pezzo a soffocarli, come accaduto a questo povero tursiope che ha ingerito il tubo di una doccia; in altre circostanze si accumulano vere e proprie palle di rifiuti nel loro apparato digerente, e poiché non possono più digerire muoiono per denutrizione, straziati da lancinanti dolori addominali.

La carcassa del mammifero marino è stata trovata da una donna mentre passeggiava sulla spiaggia di Carlyon Bay, in Cornovaglia, una contea nella zona sudoccidentale del Regno Unito. Christine Rosser aveva portato il suo barboncino a fare la consueta passeggiata sul bagnasciuga, quando si è accorta del cetaceo esanime. Come indicato si tratta di un giovane delfino comune, riconoscibile per la caratteristica livrea a clessidra sul fianco. Nonostante il nome, pur essendo presente nel Mar Mediterraneo la specie non è così comune dalle nostre parti; l'esemplare ritrovato faceva naturalmente parte di una popolazione dell'Oceano Atlantico. Non molto distante la signora Rosser ha avvistato anche la carcassa di una foca, che tuttavia potrebbe essere rimasta uccisa a causa del maltempo che ha imperversato nella zona per diversi giorni.

Le foto del delfino scattate col cellulare non sono chiarissime, in particolar modo quella col delfino visto di profilo; quella dorsale mostra invece il pezzo di plastica fuoriuscire dalla sua bocca. Soltanto l'esame necroscopico potrà determinare le esatte cause del decesso del giovane esemplare, anche se la plastica – della quale finiscono in mare ogni anno ben 8 milioni di tonnellate – sembra essere l'ipotesi più probabile. La signora Rosser si è lamentata su Facebook del fatto che non vede quasi mai nessuno rimuovere i rifiuti dalla spiaggia che frequenta abitualmente: “Tutti possiamo fare tranquillamente la nostra parte per aiutare proteggere l'ambiente. So che alcune persone si impegnano, ma durante le mie passeggiate sulla spiaggia ho visto solo un'altra persona che raccoglieva plastica, scatolame etc ect, buttandoli nei bidoni appositi”, ha sottolineato la donna. “Oggi il mare – ha proseguito – ha restituito le carcasse di una foca e di un delfino. La foca potrebbe essere rimasta uccisa dalla tempesta, ma il delfino aveva una busta di plastica in bocca. La spiaggia è molto apprezzata, da chi viene a passeggiare col cane ai collezionisti di tesori. Tutti potrebbero aiutare. Fine della discussione”.

Recentemente proprio in Gran Bretagna, sull'isola scozzese di Harris, è stata trovata la carcassa di un grande capodoglio con una palla di plastica da 100 chilogrammi nell'apparato digerente. Questi splendidi animali sono tutte vittime della negligenza e dell'incuria dell'uomo, e se non faremo nulla per ripulire i mari e rallentare la produzione di plastica (300 milioni di tonnellate all'anno) continueranno a morirne migliaia.