La carcassa del capodoglio trovato sull’isola di Harris, in Scozia. Credit: SMASS
in foto: La carcassa del capodoglio trovato sull’isola di Harris, in Scozia. Credit: SMASS

Un giovane capodoglio maschio trovato morto sulla spiaggia di un'isola scozzese aveva nello stomaco una “palla” di plastica da cento chilogrammi. I medici veterinari hanno trovato attrezzatura da pesca, buste, bicchieri, tubi, cinghie da imballaggio, reti, guanti e altri oggetti, che avevano formato un vero e proprio globo nel suo apparato digerente. Quando hanno infilzato il coltello all'altezza della pancia del cetaceo per eseguire l'esame necroscopico, il suo addome è letteralmente esploso, facendo fuoriuscire oltre alle viscere anche il raccapricciante contenuto dello stomaco.

La carcassa del capodoglio (Physeter macrocephalus) è stata scoperta il 28 novembre sulla spiaggia di Luskentyre, sull'isola scozzese di Harris; secondo gli studiosi il mammifero marino era morto da 48 ore. Anche se all'esterno la temperatura rasentava lo zero, a causa dell'eccezionale isolamento termico dovuto al grasso e alla pelle, i corpi di questi grandi animali restano caldi a lungo all'interno, accelerando il processo di decomposizione dopo la morte. È proprio a causa dell'accumulo di gas post mortem (legati al lavoro dei microorganismi) che il mammifero marino è esploso dopo l'inserimento del coltello. I veterinari dello Scottish Marine Animal Strandings Scheme (SMASS) hanno rilevato che il cetaceo sembrava essere in buone condizioni quando è sopraggiunta la morte; non presentava infatti particolari segni di deperimento o di ostruzione intestinale da parte del blocco di plastica, dunque non è chiaro se l'enorme “palla” di spazzatura abbia avuto un ruolo nel decesso. A causa delle sue notevoli dimensioni, tuttavia, i veterinari ipotizzano che la digestione del capodoglio avrebbe potuto essere compromessa.

Parte della spazzatura trovata nello stomaco del cetaceo. Credit: SMASS
in foto: Parte della spazzatura trovata nello stomaco del cetaceo. Credit: SMASS

Poiché non era possibile spostare il cetaceo di 20 tonnellate, dopo l'esame necroscopico le autorità hanno deciso di seppellirlo direttamente sulla spiaggia dove è stato trovato. “Questo cetaceo aveva spazzatura nello stomaco che sembrava provenire sia dalla terraferma che dai settori della pesca, che avrebbe potuto ingoiare in qualsiasi momento tra la Norvegia e le Azzorre. Stiamo cercando di capire come abbia fatto a finire con così tanta spazzatura nel suo stomaco”, si legge nel comunicato pubblicato da SMASS su Facebook.

Purtroppo non è stato il primo e non sarà l'ultimo cetaceo ucciso dalla plastica che gettiamo costantemente nei mari e negli oceani; negli ultimi mesi sono stati molti i capodogli trovati morti con ingenti quantità di spazzatura nello stomaco. A novembre del 2018 un giovane capodoglio di 10 metri è stato trovato morto in Indonesia con mille pezzi di plastica nello stomaco; alcuni mesi prima un altro maschio delle stesse dimensioni fu trovato in Spagna con 30 kg di plastica nell'apparato digerente, compreso un intero bidone della spazzatura. Una femmina incinta fu invece trovata alla fine di marzo di quest'anno a Porto Cervo, in Sardegna; anche in questo caso aveva un blocco di 22 chilogrammi di plastica nello stomaco, tra piatti, buste e lunghissimi grovigli di lenze. I capodogli mangiano rifiuti plastici poiché li scambiano con le loro prede naturali, i calamari.