Il 18 settembre in tutta Italia si scende in piazza per non dimenticare che i malati di Sla sono ancora in attesa di una cura per la malattia di cui soffrono. La Sclerosi Laterale Amiotrofica infatti è una malattia neuro-degenerativa incurabile che, in questi ultimi anni, ha attirato l'attenzione del pubblico grazie alla campagna di raccolta fondi “Ice Bucket Challenge” che, proprio recentemente, ha permesso di compiere importanti passi avanti verso una possibile cura per la quale però c'è ancora molto da attendere.

Sono passati 10 anni dalla prima giornata nazionale sulla Sla, da quando nel 1996 si manifestò per chiedere al ministero della Salute italiana maggiore attenzione, diritti e assistenza per le persone malate. Sono circa 6.000 gli italiani che soffrono di Sla, una cifra che sale a 420 mila a livello globale e che è destinata a crescere del 32% entro il 2040. Questo è quanto sostiene un gruppo di ricerca italiano del Centro Sla della Città della Salute e della Scienza di Torino che su Nature ha pubblico uno studio che dimostra i rischi ai cui stiamo andando incontro. Ma cos'è la Sla?

La Sclerosi Laterale Amiotrofica, conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig”, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule nervose del cervello e quelle del midollo spinale provocando gravi difficoltà motorie al paziente. La malattia non può regredire e chi ne soffre è destinato a peggiorare. I principali sintomi riguardano una generale perdita della sensibilità muscolare che, con il passare degli anni, sfocia nella perdita dell'uso delle gambe e, via via, di altri parti del corpo, fino al diagramma e al torace. A questo punto, il paziente non riesce più a respirare in autonomia. La Sla non agisce sulle capacità cognitive del paziente che non mostra dunque sintomi neurologici, ma resta sempre vigile.

[Foto di SGENET]