É vero che grazie alle sostanze acide presenti nelle urine è possibile alleviare il dolore della puntura di una medusa urinando? Ci sono leggende popolari che riescono a diffondersi da una cultura all’altra, affermandosi a livello mondiale, quella dell’urinare come toccasana contro i famigerati attacchi delle meduse non è da meno. Visto che siamo nel periodo giusto per preoccuparci di disavventure del genere, spieghiamo subito che non c’è alcun fondamento a riguardo, ecco perché.

Cosa succede quando veniamo punti da una medusa

Se si desidera peggiorare la propria situazione, urinare sulla zona interessata sarebbe la scelta migliore, come si addice a tutti i trattamenti inutili, mentre agire subito e correttamente potrebbe risparmiarci molti grattacapi. Esistono diverse specie di meduse, queste variano anche a seconda della regione del Mondo in cui ci troviamo, generalmente il loro veleno a contatto con la pelle può dare luogo a delle infiammazioni, queste possono manifestarsi mediante arrossamenti, gonfiori, vescicole e bolle. Quindi si avverte un certo bruciore, che può essere piuttosto intenso. Quel che subiamo in questi casi è un esempio diretto di quello che per le meduse è stato un vantaggio evolutivo – certo è difficile trovarlo interessante quando si viene appena colpiti – ma effettivamente quel che fanno è rilasciare apposite tossine, formate da un insieme di proteine in grado di innescare effetti indesiderati nel sistema cardiocircolatorio e diverse reazioni allergiche da parte del sistema immunitario ospite. Si tratta di un collaudato sistema di difesa contro potenziali nemici. Perché l'effetto indesiderato si manifesti è necessario che tali sostanze entrino tramite la pelle nel flusso sanguigno; la medusa lo rende possibile scagliando contro il potenziale nemico dei tentacoli costituiti da migliaia di cellule, note come “nematocisti”, dotate di protuberanze dette “cnidocigli”, queste ultime contengono la sostanza che ci causa così tanto dolore.

Perché la pipì non ci aiuterà

Ad avvertire i bagnanti su quanto fosse da sprovveduti urinare sulle infiammazioni causate dalle meduse, ci aveva pensato nel 2011 anche il capo della Croce rossa britannica Joe Mulligan.

L'urina non ha la giusta ricetta chimica per risolvere il problema […] Se le persone sono state punte, hanno bisogno di uscire dall'acqua per evitare di essere punte di nuovo. Una volta fuori, versare lentamente acqua di mare sulla puntura aiuterà ad alleviare il dolore.

Si potrebbe fare lo stesso anche con l'aceto, perché essendo acido può aiutare persino più efficacemente a neutralizzare la puntura delle meduse. Effettivamente una delle tesi mosse in favore delle urine è il loro presunto contenuto di sostanze acide. Non è chiaro però come sarebbe stato fissato questo “standard”: il pH delle urine infatti varia a seconda di cosa abbiamo mangiato. Anche se contenessero sostanze acide, queste non sarebbero sufficienti a neutralizzare il veleno. Forse il calore delle urine può aver dato una sensazione di sollievo in qualcuno, l’effetto placebo potrebbe aver fatto il resto. Esistono diversi studi riguardanti vari metodi per il trattamento delle punture da medusa, in nessuno si dimostra l’efficacia delle urine.

Cosa dovremmo fare davvero

Innanzitutto mantenere la calma dovrebbe essere la prima regola, specialmente se si viene colpiti mentre nuotiamo. Agitarci non farebbe altro che attirare altre meduse contro di noi, questo perché sono attirate istintivamente dalle correnti d'acqua. Una volta a riva mentre aspettiamo i soccorsi si può pulire la parte interessata utilizzando una tessera, sciacquando con l’acqua salata. Per ulteriori approfondimenti segnaliamo un articolo precedente, dedicato proprio ai metodi corretti da seguire per far fronte alla puntura di una medusa.