Rimedi contro le punture delle meduse
in foto: Rimedi contro le punture delle meduse

Estate è per molti sinonimo di mare e quindi di tuffi e nuotate. Ma anche di meduse. Questi animali planctonici sono l'incubo di moltissime persone che ne hanno il terrore. Quando i loro tentacoli entrano in contatto con la pelle dei bagnanti, l'effetto urticante è infatti immediato. Molti definiscono questo tocco "morso", altri "puntura". La reazione di solito è di fuga dall'acqua e i rimedi applicati spesso non sono i più corretti. Le leggende metropolitane in questo caso inducono in errore, ecco dunque quali sono i rimedi migliori alle punture delle meduse.

Capacità urticanti

Le meduse sono animali marini noti principalmente per le capacità urticanti dei loro tentacoli. Questi infatti contengono delle cellule, chiamate cnidociti, impiegati sia per la difesa, ma soprattutto, per l'attacco. Servono a paralizzare le prede e si attivano al contatto, quando rilasciano i filamenti urticanti detti cnidae, che possono addirittura uccidere per shock anafilattico. La sostanza urticante, che ha azione neurotossica, è composta da tre proteine: l'ipnotossina, che ha proprietà anestetica/paralizzante, la talassina, allergenica/infiammatoria, e infine la congestina, paralizzante.

Sintomi

La puntura ha sintomi che variano a seconda del tipo di medusa e della persona stessa che viene ‘attaccata'. Si passa infatti da una sensazione di bruciore iniziale, fino a prurito, più o meno insistente, ma si possono verificare anche una reazione cutanea diffusa, problemi respiratori, mal di testa, nausea, vertigini, vomito, stato confusionale, fino allo shock anafilattico. Gli stadi più gravi sono più rari. Normalmente infatti la puntura consiste principalmente in bruciore e prurito che svaniscono nel giro di poco tempo (da minuti a qualche ora) anche a seconda dei rimedi utilizzati per calmare l'effetto urticante. Capita che alcune persone abbiano una reazione ritardata a causa di ipersensibilità e che il prurito si manifesti dopo una settimana dal morso della medusa. Niente paura, però. Anche in questo caso basta seguire i rimedi indicati per risolvere questo problema oppure con l'applicazione di creme cortisoniche dopo aver sentito il parere del proprio medico di fiducia.

Come comportarsi in caso di morso di medusa

Rimedi e terapie

Ecco come comportarsi quando si sta nuotando e si viene punti da una medusa:

  • per prima cosa è necessario restare calmi. Le meduse seguono la corrente, se ci agitiamo in acqua, il moto porta l'animale verso di noi e da uno, gli attacchi potrebbero moltiplicarsi;
  • nuotare verso la riva per uscire dall'acqua o chiedere soccorso se non si riesce a raggiungere la spiaggia;
  • pulire la zona colpita da eventuali residui di filamenti. Per farlo utilizzare una tessera rigida (bancomat, patente);
  • sciacquare con abbondante acqua salata;
  • applicare un gel al cloruro di alluminio che ha effetto astringente e lenitivo;
  • recarci al pronto soccorso e chiamare un'ambulanza nel caso in cui i sintomi dovessero essere peggiori rispetto al prurito o al bruciore, come difficoltà respiratorie, sudorazione e disorientamento;
  • usare rimedi naturali. Si possono applicare sulla zona colpita impacchi di acqua e bicarbonato, che ha proprietà disinfettanti, oppure l’aceto bianco, perché l’acido che esso contiene riesce ad inibire l'azione del veleno e a ridurre il dolore;
  • non esporre il corpo al sole fino a quando l'infiammazione non sarà terminata, circa una o due settimane, per evitare il rischio che restino cicatrici.

Cosa fare con le donne in gravidanza

Se ad essere punte sono donne in stato interessante, bisogna prestare la stessa attenzione che in condizioni normali. Se la futura mamma è un soggetto non allergico, basta seguire i consigli che abbiamo appena illustrato. In ogni caso, così come per i bambini e le persone anziane, dovrebbero essere controllate dal medico subito dopo la puntura, soprattutto se la zona colpita è molto estesa. L'importante è mantenere la calma, non grattarsi assolutamente e non esporsi ulteriormente al sole.

Errori più comuni

Oltre ai rimedi, bisogna fare attenzione ad evitare gli errori. Nella maggior parte dei casi infatti la puntura di una medusa ha un effetto limitato nel tempo che spesso svanisce anche quando non si interviene, se non sciacquando con acqua di mare. Alcuni rimedi, spesso dettati dalle leggende metropolitane, oltre ad essere inutili, rischiano di peggiorare le situazione, tra questi:

  • strofinare con sabbia o una pietra calda, perché considerate termoregolabili. L'utilità di questi rimedi si ha se la loro temperatura è di 50 gradi, diversamente non hanno effetto;
  • applicare ammoniaca o urina. Il rischio in questi casi è di infiammare ancor più la zona o, nel caso dell'urina, infettarla, visto che stiamo parlando di un prodotto metabolico espulso dal nostro corpo. Per cui, è inutile fare pipì sulla zona colpita, come invece si crede generalmente;
  • grattarsi. Per quanto possa essere la prima reazione, dobbiamo fare in modo di evitare di rompere eventuali residui che potrebbero aumentare l'effetto urticante;
  • utilizzare creme al cortisone. In genere non sono indicate, a meno di casi specifici, perché per agire impiegano almeno 30 minuti, quando per intervenire sul morso di medusa c'è bisogno di un'azione quasi istantanea;
  • prendere il sole. La zona infiammata è molto sensibile ai raggi ultravioletti e, se non protetta, potrebbe iperpigmentarsi formando macchie scure durature nel tempo. Utilizzate una protezione 50+ e tenete coperta l'area.