Lo stadio centrale di un enorme razzo lanciatore cinese sarebbe totalmente fuori controllo e in fase di caduta sulla Terra, col rischio che possa colpire anche aree abitate. Si tratta di una componente del razzo Long March 5b (Lunga Marcia), utilizzato nei giorni scorsi per lanciare il primo modulo – chiamato Tianhedella nuova stazione spaziale cinese che sarà completata entro il 2022. Il modulo da oltre 20 tonnellate, come riportato da spacenews.com, si è correttamente separato dal razzo lanciatore dopo 492 secondi dal lift-off dalla stazione spaziale di Wenchang ed è correttamente entrato nell'orbita terrestre. Lo stadio centrale avrebbe dovuto compiere una manovra di deorbita per un rientro controllato, ma ciò evidentemente non è accaduto, come dimostrano anche i dati raccolti dall'aeronautica statunitense.

I radar terrestri utilizzati dagli americani hanno rilevato l'oggetto in questione – lungo 30 metri e largo 5 – in "viaggio" tra i 170 e i 372 chilometri di altitudine, a una velocità di 7 chilometri al secondo. Lo hanno definito col nome in codice 2021-035B. Le osservazioni mostrano che la componente del razzo si illumina a intervalli regolari; ciò significa che sta ruotando in modo incontrollato e in rientro sulla Terra. L'impatto potrebbe verificarsi entro pochi giorni o al massimo settimane, in base a quanto stimato dagli esperti sulla base dei dati finora raccolti. L'area di caduta è molto ampia e non è stata ancora definita. Come indicato da spacenews, il razzo compie un giro attorno al pianeta ogni 90 minuti a causa dell'elevata velocità, pertanto bastato pochi minuti di scarto per avere una enorme differenza nella definizione del luogo dell'impatto. Al momento, in base alle rilevazioni effettuate, “il corpo del razzo passa un po' più a nord di New York, Madrid e Pechino e fino al sud del Cile e Wellington, in Nuova Zelanda, e potrebbe rientrare in qualsiasi punto all'interno della zona”, spiega spacenews.

Si ritiene che la “massa secca” – cioè priva di propellente – dello stadio centrale del Long March 5B sia superiore alle 20 tonnellate, dunque si tratta di un oggetto molto grande e pesante che rischia di non disintegrarsi completamente al rientro nell'atmosfera terrestre, facendo “piovere” diversi detriti di grosse dimensioni che potrebbero finire su aree abitate facendo danni a persone e abitazioni. Il rientro incontrollato di un oggetto del genere è considerato totalmente irresponsabile dagli esperti; da oltre 30 anni, infatti, i lanci organizzati dalle principali agenzie aerospaziali prevedono il rientro controllato di qualunque oggetto con una massa superiore alle 10 tonnellate, che generalmente vengono fatti precipitare in un luogo remoto dell'Oceano Pacifico (il “Punto Nemo”, un vero e proprio cimitero spaziale).

“Penso che per gli standard attuali sia inaccettabile lasciarlo rientrare senza controllo”, ha dichiarato a spacenews il professor Jones Jonathan McDowell, astronomo specializzato nello studio degli oggetti in orbita attorno alla Terra. “Dal 1990 nessun oggetto con una massa superiore alle 10 tonnellate è stato deliberatamente lasciato in orbita per rientrare incontrollato”, ha aggiunto l'esperto. Recentemente sono accaduti alcuni incidenti e uno ha riguardato proprio un razzo Long March 5B, lanciato nel 2020; parti del razzo sono cadute nell'Atlantico e sulla Costa d'Avorio. Nel 2018 una stazione spaziale cinese (il “Palazzo Celeste” Tiangong-1) tenne il mondo col fiato sospeso per un rientro incontrollato, mentre solo pochi giorni fa il secondo stadio di un razzo Falcon 9 di Space X non è riuscito a deorbitarsi in modo corretto e ha dato vita a una pioggia di detriti sui cieli degli Stati Uniti. Un serbatoio è finito nel campo di un contadino. La speranza è che l'imponente stadio del razzo cinese precipiti in un luogo completamente disabitato, ma sarà necessario attendere alcuni giorni prima di sapere esattamente quando e dove finirà.