Credit: Gemini Observatory/NSF/AURA
in foto: Credit: Gemini Observatory/NSF/AURA

Le prime immagini del secondo – presunto – oggetto interstellare individuato nel Sistema solare (C/2019 Q4 Borisov) stanno arrivando a circa due settimane dalla sua sorprendente scoperta. Come ipotizzato inizialmente dagli scienziati, si tratta quasi sicuramente di una cometa proveniente dallo spazio profondo; mostra infatti una caratteristica coda di polveri e gas tipica degli oggetti cometari, innescata dall'avvicinamento al Sole. Non ci sono ancora conferme ufficiali né sulla provenienza né sulla natura dell'oggetto, dato che le informazioni sono preliminari e il corpo celeste non è facilmente osservabile, trovandosi vicino alla posizione apparente del Sole. Nei prossimi mesi, fortunatamente, l'osservabilità di C/2019 Q4 Borisov migliorerà sensibilmente grazie alla sua orbita estremamente iperbolica (il dato più significativo per la sua origine interstellare). Gli scienziati sfrutteranno appieno la ghiottissima occasione per studiarlo a fondo.

L'immagine più suggestiva e a colori di C/2019 Q4 (Borisov) è stata ottenuta grazie al Telescopio Gemini North dell'Osservatorio Gemini, sito sul Monte Mauna Kea (un vulcano) alle isole Hawaii. Lo spettrografo GMOS (Gemini Multi-Object Spectrograph) lo ha immortalato nella notte tra il 9 e il 10 settembre, e gli scienziati sono riusciti a ottenere dati sufficienti dopo una difficile osservazione di quasi 5 ore. Il risultato finale, legato alla fusione di dati in due bande di colore differenti, è stato raggiunto dai ricercatori guidati da Piotr Guzik e Michal Drahus del'Università Jagellonica di Cracovia. Un'altra immagine dell'oggetto è stata catturata dal team del Virtual Telescope Project guidato dall'astrofisico italiano Gianluca Masi; come indicato nel comunicato stampa, deriva dalla fusione di cinque esposizioni di 300 secondi ottenute dall'unità “Elena” dello strumento PlaneWave 17 ″ + Paramount ME + SBIG STL-6303E. L'immagine in bianco e nero mostra un puntino in mezzo alle strisce delle stelle.

Credit: Gemini Observatory/NSF/AURA
in foto: Credit: Gemini Observatory/NSF/AURA

Il misterioso oggetto è stato intercettato il 30 agosto dall'astronomo amatore Gennady Borisov, un ingegnere ucraino costruttore di telescopi che si diletta a dar la caccia agli oggetti "nascosti" nello spazio. Grazie alla sua passione aveva già scoperto in passato sette comete e diversi NEO (Near Earth Object), cioè asteroidi vicini alla Terra; ora potrebbe essere diventato il primo a scoprire una cometa interstellare nel Sistema solare. Come indicato, per avere le conferme sulle caratteristiche dell'oggetto sarà necessario attendere che si avvicini di più. Studiare visitatori interstellari, come Oumuamua, è estremamente interessante per gli scienziati; possono infatti carpire caratteristiche di sistemi stellari lontani senza dover mandare in loco missioni robotizzate, un'impresa impossibile in tempi "umani" viste le distanze in gioco. Ecco perché C/2019 Q4 (Borisov) – che probabilmente verrà classificato con un altro nome ufficiale – finirà nel mirino dei più grandi e importanti telescopi, sia terrestri che spaziali.