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Il diclofenac, principio attivo alla base di farmaci come il Voltaren, assieme all'ibuprofene è uno degli antidolorifici più utilizzati al mondo, grazie alla sua spiccata efficacia nel trattare stati dolorosi di varia natura (come quelli mestruali e muscolo-scheletrici) e l'infiammazione. Come tutti i medicinali, nei soggetti predisposti e in determinate condizioni il diclofenac può scatenare reazioni allergiche ed effetti collaterali di varia intensità. Tra i più comuni vi sono nausea, vomito, diarrea, flatulenza e altre condizioni gastrointestinali, oltre a mal di testa e vertigini; meno probabili sono le reazioni anafilattiche, la sonnolenza, la dispnea, le emorragie gastrointestinali e le feci con sangue (melena). Tra i più rari si registrano tremori, ictus, disturbi della visione, palpitazioni, infarto del miocardio e altri ancora. Un recente studio coordinato da scienziati della Società Europea di Cardiologia ha tuttavia rilevato che i rischi per il cuore (in particolar modo di arresto cardiaco) sarebbero sensibilmente più elevati di quanto sospettato in precedenza, con il diclofenac più rischioso dell'ibuprofene e molto più del naprossene. I rischi di questi medicinali, tutti facenti parte dei cosiddetti FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) sono acuiti dal fatto che spesso si possono acquistare senza prescrizione medica.

Quali sono gli effetti collaterali del diclofenac

Seppur non comuni, le reazioni allergiche al principio attivo di un farmaco non sono da sottovalutare; nei casi estremi possono infatti sfociare nello shock anafilattico, un'emergenza medica che mette a repentaglio la vita del paziente. Nel caso del diclofenac le reazioni allergiche – rare – possono determinare orticaria, fotosensibilità, eczema, varie tipologie di dermatiti (comprese la esfoliativa e la bollosa), prurito, angioedema, diminuzione della pressione sanguigna e altro ancora. Tra gli effetti collaterali e indesiderati più comuni vi sono soprattutto quelli di natura gastrointestinale, come vomito, nausea, diarrea, difficoltà nella digestione, dolori addominali, flatulenza e perdita dell'appetito. Comuni sono anche i capogiri, le cefalee, le vertigini e i rash cutanei. Tra gli effetti indesiderati rari si registrano disturbi epatici legati all'aumento delle transaminasi, ittero, emorragie gastrointestinali e asma; tra i più rari vi sono l'insufficienza renale acuta, l'insufficienza epatica, colite, disturbi esofagei, polmonite, convulsioni, tremori e varie condizioni cardiovascolari come vasculite, insufficienza cardiaca, arresto cardiaco, infarto del miocardio e ictus. In realtà, come indicato, queste ultime sarebbero meno rare di quanto creduto in passato. Tra gli altri effetti collaterali noti del diclofenac vi sono la Sindrome di Stevens-Johnson, il peggioramento dell'udito, anemie e carenze di elementi del sangue come piastrine e leucociti. Va tenuto presente che il diclofenac può essere assunto in vari modi (orale, rettale, iniezione etc) e alcuni effetti indesiderati possono essere legati al metodo di somministrazione.

Controindicazioni e interazioni del diclofenac

Analogamente ad altri FANS, il diclofenac è controindicato nei pazienti che hanno manifestato ipersensibilità a principi attivi simili e all'acido acetilsalicilico (aspirina). È controindicato anche per chi ha sofferto (o soffre) di ulcere, emorragie e perforazione gastrointestinale; in chi soffre di patologie cardiovascolari, insufficienza renale e/o epatica grave e altre condizioni. Nelle donne in gravidanza o che allattano e nei minori di 16/14 anni alcune formulazioni potrebbero essere controindicate; naturalmente è sempre doveroso consultare il proprio medico per sapere quando e come è possibile assumere l'antidolorifico in tutta sicurezza. Chi fuma, soffre di diabete, dolori al petto (angina), ipertensione, morbo di Chron, presenta elevati livelli di colesterolo, problemi al fegato e altre condizioni cliniche deve sempre avvisare il medico. Il diclofenac può essere influenzato da principi attivi come litio, betabloccanti, metotrexato, ciclosporina, fenitoina, antibiotici chinolonici e altri ancora, dunque se si stanno assumendo altri medicinali è sempre doveroso avvisare medico o farmacista. Il fatto che alcuni farmaci possano essere acquistati senza prescrizione medica non significa che siano totalmente sicuri, quindi è sempre importante rispettare posologia, durata delle terapie e soprattutto consultare il medico.