Da quando le tracce di acqua allo stato liquido su Marte sono state individuate grazie alla sonda Mars Reconnaissance Orbiter, circa un anno fa, gli scienziati alla NASA si stanno interrogando sulle modalità per osservare al meglio questi corsi stagionali grazie alla sonda Curiosity: del resto, il robottino è stato mandato sul Pianeta Rosso proprio con l'obiettivo di cercare testimonianze di vita passata e – magari – presente.

Pericolo contaminazione

Naturalmente non è un'impresa facilissima muovere il rover verso un sito potenzialmente interessante per fargli raccogliere un campione di suolo: non soltanto per le difficoltà logistiche legate al territorio, caratterizzato da ripidi pendii, ma soprattutto a causa dell'onnipresente rischio di contaminazione con microrganismi provenienti dalla Terra. Basse sono le probabilità che Curiosity ne porti con sé, ma la prudenza non è mai troppa, soprattutto di fronte alla possibilità di trovarsi in un sito che ospiti il prerequisito essenziale per la vita, ossia l'acqua.

Verso i fiumi di Marte

In attesa dell'approvazione dell'estensione della missione, iniziata ormai quasi quattro anni fa con un atterraggio emozionante, Curiosity continuerà ad arrampicarsi progressivamente verso gli strati più alti del Monte Sharp, osservando quell'ambiente che un tempo era ricco di acqua e cercando di comprendere cosa abbia portato al suo inaridimento. Raggiungere queste destinazioni porterà il rover più vicino ai luoghi in cui sono stati individuati i fiumiciattoli che costituiscono l'acqua su Marte odierna. Osservandoli a distanza, il potente occhio di Curiosity (chiamato Remote Micro-Imager) dovrebbe essere in grado di catturare immagini più nitide dei siti dove scorrono i corsi d'acqua e potrebbe anche verificare se, effettivamente, avvengono dei cambiamenti stagionali nella loro portata, così come osservato mesi fa da MRO, e quali sono le regole che tali cambiamenti seguono.

Uno dei siti dove è stata rilevata la potenziale presenza di acqua (Credits: NASA/JPL/University of Arizona)
in foto: Uno dei siti dove è stata rilevata la potenziale presenza di acqua (Credits: NASA/JPL/University of Arizona)

Distanza di sicurezza

Ma quanto il rover si potrà avvicinare a quelle che sono considerate “regioni speciali” marziane e per le quali vanno adottate precauzioni extra? È quello che si stanno chiedendo gli scienziati. Ad una distanza di diversi chilometri, spiega Catharine Conley del programma di protezione planetaria della NASA, è improbabile che ci si debba preoccupare: e, in effetti, il passaggio di Curiosity dovrebbe avvenire sufficientemente lontano per consentire di non temere nulla. Diversamente, però, sarebbe necessario per gli scienziati comprendere in anticipo quali sono i microrganismi che potenzialmente sono venuti dalla Terra, magari nascosti negli angoli e nelle fessure del robottino: l'ambiente di Marte è considerato particolarmente ostile per molti microbi ma potrebbe non esserlo per questi.