Una imponente marea rossa a La Jolla, in California
in foto: Una imponente marea rossa a La Jolla, in California

Nei nostri mari in estate non solo aumentano le probabilità di fare spiacevoli incontri con specie aliene potenzialmente pericolose per la salute, ma c'è anche il rischio di imbattersi nelle famigerate fioriture algali (algal bloom), vere e proprie invasioni che, oltre a rovinare la vacanza, possono indurre anche tossinfezioni. Del resto i picchi massimi di questi fenomeni – talvolta chiamati "marea rossa" – si registrano proprio nei mesi di luglio e agosto, complici le elevate temperature che catalizzano la crescita di questi organismi.

Cos'è la fioritura algale

Per fioritura algale si intende un'esplosione di microalghe appartenenti al fitoplancton (plancton vegetale) come le diatomee o dinoflagellati. A causa della loro presenza l'acqua può tingersi di vari colori, ma il più caratteristico è il rosso, dal quale deriva il nome della famigerata “marea rossa”. La crescita delle alghe è un fenomeno naturale ciclico, tuttavia può essere incrementato e reso ancor più pericoloso dai fattori antropici. Le alghe prosperano dove ci sono nutrienti come fosfati e nitrati, e non è un caso che gli eventi maggiori si verifichino a ridosso delle foci, dove i fiumi scaricano grandi quantità di inquinanti. La grande Zona Morta del Golfo del Messico è legata all'enorme concentrazione di fosfati e nitrati che il fiume Mississippi trasporta in mare. Le alghe si riproducono velocemente e muoiono altrettanto rapidamente, formando una gigantesca biomassa putrescente che elimina l'ossigeno dall'acqua e uccide tutte le forme di vita che vi si trovano. Questi fenomeni possono essere replicati in piccolo nei porti – dove l'acqua ristagna – o davanti alle coste in seguito a una mareggiata, e resi ancor più evidenti dai cambiamenti climatici che elevano la temperatura dell'acqua.

L'alga Ostreopsis ovata

Tra le alghe responsabili delle fioriture algali che più preoccupano in Italia vi è la specie Ostreopsis ovata, appartenente alla famiglia Ostreopsidaceae. Probabilmente introdotta attraverso lo scarico delle acque di zavorra delle navi entrate nelle acque territoriali italiane, questa microalga nel 2005 è stata responsabile dell'intossicazione di circa 200 persone a Genova. Colpì anche chi non era entrato in acqua, poiché l'infezione avviene attraverso l'inalazione delle tossine sprigionate che finiscono nell'aerosol. Fortunatamente l'ovatossina-a non è letale e i sintomi che scatena, simili a quelli di una sindrome influenzale con irritazione delle congiuntive, difficoltà respiratorie e febbre, normalmente scompaiono dopo soli tre giorni. Quando si determina un'invasione di Ostreopsis ovata non sempre c'è il rischio di intossicazione; la concentrazione di cellule per litro d'acqua deve essere infatti superiore ad alcune decine di migliaia, una condizione che si verifica solo in specifiche circostanze. Non va sottovalutato il rischio di ingestione di molluschi (come le cozze) che possono essere infettati dall'alga, anche se per legge non vanno raccolti in natura.

Non solo microalghe

In presenza di fioriture algali subentra il divieto di balneazione, dunque qualora il fenomeno dovesse manifestarsi proprio nel posto in cui sognate di trascorrere le ferie c'è il rischio che possa irrimediabilmente rovinare la vacanza. A poter danneggiare i piani dei turisti non ci sono solo le alghe microscopiche, ma anche quelle di dimensioni maggiori, le mucillagini e le piante acquatiche come la posidonia, che in seguito alle mareggiate possono accumularsi sulle spiaggie e lungo la riva. Recentemente cumuli di posidonia sono stati osservati nel comune di Orosei in Sardegna, dove stanno dando non pochi grattacapo alle autorità locali per lo smaltimento.