L'epidemia del nuovo coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) continua a diffondersi, e nel momento in cui stiamo scrivendo il numero dei contagiati accertati  ha quasi raggiunto la quota di 10mila, in base alla mappa del contagio  in tempo quasi reale che monitora la situazione globale. Fra essi ci sono anche i due turisti cinesi ricoverati a Roma, i primi due casi di coronavirus in Italia. Le vittime accertate, tutte in Cina, sono invece 213. Alla luce di questa situazione in continuo mutamento, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza internazionale; allo stesso modo il governo italiano ha dichiarato quello di emergenza nazionale, bloccando tutti i voli da e per la Cina. In una conferenza stampa gli specialisti dello Spallanzani di Roma hanno confermato che il contagio può avvenire solo in presenza di sintomi; ciò rende il coronavirus molto meno subdolo di quel che si credesse, dato che si pensava che il contagio potesse avvenire anche tra asintomatici. Al momento il cosiddetto R0 dell'infezione, cioè il fattore che misura la potenziale trasmissibilità del patogeno, viene stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità con un valore compreso tra 1.4 e 2.5; significa che in media per ogni malato si registrano due casi secondari. Benché la situazione in Italia sia al momento pienamente sotto controllo, è indubbiamente utile conoscere come si trasmette il virus, cosa fare per proteggersi dal contagio e quali sono i comportamenti da adottare per limitare al massimo potenziali rischi.

Come si trasmette il coronavirus

Il nuovo coronavirus 2019-nCoV è un patogeno responsabile di una infezione respiratoria, caratterizzata nella maggior parte dei casi da sintomi comuni come tosse secca, febbre, mal di testa e dolori muscolari. Nei soggetti predisposti il quadro clinico può tuttavia peggiorare – come del resto può accadere con l'influenza di stagione – determinando una seria polmonite, con possibile sindrome da distress respiratorio e altre complicanze potenzialmente fatali. Trattandosi di una malattia respiratoria, il virus può essere trasmesso da uomo a uomo per via aerea attraverso la saliva e gli altri fluidi dell'espettorato emessi all'esterno con tosse e starnuti. Le goccioline espulse contenenti il patogeno possono restare sospese nell'aria (aerosol) per un certo periodo di tempo e contaminare l'ambiente, come avverrebbe con un comune raffreddore o la già citata influenza di stagione. L'OMS ha dichiarato che in rari casi la trasmissione può avvenire anche in assenza di sintomi. Si ritiene che il salto di specie del coronavirus, cioè il passaggio da animale a uomo, sia avvenuto nella città di Wuhan, ma ancora non è stata identificata la specie "serbatoio". Al momento il coronavirus si combatte con antiinfiammatori, analgesici e farmaci affini con i quali si contrastano i sintomi di altre patologie respiratorie analoghe; non esiste una cura, tuttavia in Cina si stanno sperimentando trattamenti sperimentali con farmaci antiretrovirali.

La trasmissione del coronavirus mediante gli oggetti

In base a quanto dichiarato da Christian Lindmeieral, portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il virus sopravvive per poco tempo sulle superfici una volta fuori dall'organismo, dunque benché sussista il rischio di contagio entrando in contatto con un telefono, una maniglia, la tastiera del computer o qualunque altro oggetto contaminato da una persona malata, esso è limitato a una breve finestra temporale. È la ragione per cui si possono acquistare tranquillamente oggetti dalla Cina e nei negozi cinesi, dato che sui pacchi – che impiegano giorni, se non settimane per arrivare in Italia – eventuali tracce di virus vengono neutralizzate durante il viaggio. Anche i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) americani sottolineano la sicurezza di pacchi e imballaggi, pur non escludendo un possibile rischio di contaminazione “molto basso”.

La prevenzione del Coronavirus e i consigli del Ministero della Salute

Per ridurre al minimo i rischi di essere contagiati dal nuovo coronavirus il Ministero della Salute ha pubblicato una serie di consigli utili, rivolti principalmente ai cittadini che si trovano nelle aree più a rischio, dove sono presenti i focolai. In Italia non c'è alcuna diffusione ambientale del patogeno e la situazione è rigorosamente sotto controllo, dunque indossare una maschera chirurgica (o mascherina) non ha alcun senso, come specificato ai nostri microfoni anche dal virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università degli Studi di Milano. Tale precauzione è raccomandata per le persone che sono state nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni – il tempo di incubazione del patogeno – e che iniziano a presentare sintomi potenzialmente legati al coronavirus, come tosse, febbre e starnuti; ciò aiuta indubbiamente a ridurre il rischio di contagiare le persone con cui si viene in contatto. Il Ministero della Salute raccomanda di evitare il contatto ravvicinato – laddove possibile – con le persone che presentano sintomi “sentinella”, come appunto tosse e starnuti. Per quanto concerne le aree dove sono presenti focolai del virus, si consiglia infine di evitare luoghi affollati e mercati con prodotti di origine animale freschi, così come quelli con animali vivi (questi ultimi sono stati chiusi in Cina per contenere il rischio di diffusione della patologia infettiva).

Come starnutire e lavarsi le mani

Un altro consiglio del Ministero della Salute è quello di starnutire preferibilmente tra braccio e avambraccio, all'altezza del gomito, e non sulle mani come si farebbe normalmente; questo perché tale parte del corpo è quella che entra meno in contatto con gli altri. In questo modo si riduce la potenziale diffusione del virus sia per contatto diretto (magari stringendo le mani) che in modo indiretto, lasciando tracce del virus su maniglie e altri oggetti condivisi. Importante è anche gettare i fazzoletti in un cestino chiuso dopo l'utilizzo. Tra le principali raccomandazioni degli esperti di malattie infettive vi è quella di lavarsi bene le mani con acqua e sapone, più volte al giorno. Tale operazione, che non deve essere svolta in maniera superficiale, diventa particolarmente importante dopo aver utilizzato un fazzoletto.  Anche le cosiddette pratiche alimentari sicure possono ridurre il rischio di contagio, dato che il coronavirus potrebbe essere trasmesso anche attraverso il cibo eventualmente contaminato;  il Ministero della Salute indica di evitare la carne cruda o poco cotta, le verdure e la frutta non lavate e le bevande non imbottigliate.