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Covid 19
3 Febbraio 2020
15:40

Coronarivrus, come sono guarite le persone dimesse dagli ospedali

Giorno dopo giorno stanno aumentando sensibilmente sia il numero dei casi accertati che quello delle vittime causati dal nuovo coronavirus emerso in Cina, ma cresce anche il numero dei pazienti dimessi dagli ospedali cinesi, completamente guariti dall’infezione anche in assenza di una cura. Ecco com’è possibile.
A cura di Andrea Centini
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Dal nuovo coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) si guarisce, anche se al momento non esistono trattamenti specifici, un vaccino per prevenirlo e più in generale una cura per combatterlo. La guarigione, che sta interessando sempre più persone, come dimostrano le immagini delle centinaia di pazienti che abbandonano festanti gli ospedali cinesi, avviene dunque in modo spontaneo, esattamente come per patologie infettive comuni alla stregua dell'influenza e del raffreddore. Il trattamento per il coronvirus, come specificato dal Ministero della Salute, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dai CDC americani e dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) è infatti squisitamente sintomatico. Nei pazienti più gravi può rendersi necessaria la Terapia di Supporto, come la respirazione assistita per chi presenta gravi difficoltà respiratorie e altri interventi per mantenere le funzioni vitali degli organi; tale procedura, specifica il Ministero della Salute, “può essere molto efficace”.

Come si combatte il coronavirus

Come spiegato ai nostri microfoni dal professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano, il coronavirus scatena una sorta di “influenzona”, del quale molti sintomi, sulla base di due studi studi pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The Lancet, sono condivisi con quelli della comune influenza stagionale; possono manifestarsi infatti febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie, malessere generalizzato, dolori muscolari, mal di testa e in alcuni casi anche tosse con sangue (emottisi), diarrea, nausea, vomito e altro ancora. L'infezione può determinare un'infezione polmonare (polmonite) che può precipitare in una potenzialmente letale sindrome da distress respiratorio acuto. Come specificato all'Adnkronos Salute da Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), i sintomi vanno trattati con farmaci antipiretici e antinfiammatori, fra i quali si annoverano l'ibuprofene, l'aspirina, la tachipirina e altri medicinali di uso comune. Molto importante è anche l'idratazione dei pazienti. Per coloro i quali dovesse rendersi necessaria, è prevista la già citata terapia di supporto. I pazienti, spiega la Commissione nazionale della Sanità cinese, vengono dimessi quando si determina la sparizione dei sintomi; la temperatura si attesta in un intervallo normale per (almeno) tre giorni consecutivi e i risultati di due test sull'acido nucleico si mostrano negativi per due volte, a 24 ore di distanza l'uno dall'altro.

Le terapie e i farmaci in sperimentazione

Il professor Pregliasco ha spiegato che in presenza di nuove malattie come il coronavirus emerso in Cina si può procedere con i cosiddetti trattamenti off-label; in parole semplici, si testano farmaci già approvati per altre patologie nella speranza che siano efficaci contro il nemico emergente. Ebbene, sembra che i principi attivi di due farmaci antiretrovirali efficaci contro il virus dell'HIV (quello responsabile dell'AIDS) chiamati lopinavir e ritonavir siano in grado di contrastare 2019-nCoV. A causa della loro potenziale efficacia – che sembrerebbe essere stata verificata almeno su un paziente – la Commissione nazionale della Sanità cinese ha deciso di renderli un “trattamento raccomandato”. Al momento negli ospedali di Wuhan, epicentro dell'epidemia, sarebbe in corso uno studio clinico randomizzato sui pazienti proprio per determinare l'effettiva validità del trattamento. Speranze ci sono anche dal farmaco sperimentale remdesivir progettato per combattere l'Ebola, che al momento viene testato presso i laboratori dell'Università della Carolina del Nord. Buone aspettative ci sono anche l'antivirale galidesivir sviluppato dalla società americana BioCryst Pharmaceutical. Diverse aziende farmaceutiche sono inoltre a lavoro su possibili anticorpi, come la società cinese WuXi Biologics, che ha messo cento scienziati a “caccia” di molecole efficaci contro il patogeno. Il “limite” di una terapia anticorpale, anche qualora venisse scoperto l'anticorpo adatto, come spiegato a livescience dal virologo Jonathan Ball dell'Università di Nottingham (Regno Unito), risiederebbe nel fatto che ci sono poche fabbriche adatte al loro sviluppo, e quelle che ci sono sono tutte impegnate a produrre anticorpi contro il cancro e altre malattie. Insomma, potrebbe essere molto difficile produrre anticorpi a sufficienza per un'infezione altamente infettiva che, nel momento in cui stiamo scrivendo, sulla base della mappa del contagio ha colpito 17.489 persone e ne ha uccise 362.

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