Da lunedì 18 maggio riapriranno anche i centri estetici, i barbieri e i parrucchieri, esercizi che sembrava dovessero tornare in attività tra qualche settimana (come le palestre) ma per i quali è stata invece raggiunta un'intesa anticipata tra il governo e le Regioni. Le disposizioni per ridurre i rischi di contagio dal coronavirus SARS-CoV-2 all'interno dei locali sono contenuti nelle “Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”. Il documento è consultabile al seguente link. Ecco tutto quello che c'è da sapere per proteggerti dal patogeno qualora dovessi recarti a tagliarti i capelli o sottoporti a un trattamento estetico.

Solo su appuntamento

Prima di recarsi dal proprio estetista o parrucchiere di fiducia è necessario prenotare. In questo modo non solo si evitano potenziali assembramenti di clienti davanti agli esercizi, ma lo staff può raccogliere i nominativi, che andranno conservati per 14 giorni nell'ottica di un potenziale rintraccio, nel caso in cui dovessero emergere un focolaio nel locale frequentato. Come per palestre e ristoranti, i gestori possono predisporre la misurazione della temperatura corporea, e impedire l'accesso a chi supera i 37,5° C.

Distanziamento sociale

Il distanziamento sociale rappresenta la principale delle misure preventive per ridurre l'esposizione alla carica virale del coronavirus, che viaggia nelle goccioline (droplet) espulse quando tossiamo, starnutiamo e parliamo. Anche per questo giocano un ruolo importante le mascherine. I locali, laddove possibile, dovranno essere organizzati per garantire almeno un metro di distanza tra le postazioni e tra i singoli clienti ospitati durante le sedute. Questa distanza, in virtù del tipo di lavoro svolto da parrucchieri ed estetisti, non potrà ovviamente essere mantenuta tra staff e clienti, pertanto gli specialisti dovranno indossare mascherine facciali professionali FFP2 senza valvola e la visiera (combinazione obbligatoria per gli estetisti). I clienti dovranno invece indossare una semplice mascherina chirurgica o una mascherina di comunità (qui le differenze fra le due). Secondo il professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso l'Università degli Studi di Milano, l'uso della mascherina FFP2 da parte dei professionisti della cura del corpo è giusto, come per un operatore sanitario. “Dal punto di vista del contatto, della vicinanza, il concetto è lo stesso. Il tempo degli interventi è maggiore di 15 minuti, e fa parte del concetto stesso di contatto stretto”, ha sottolineato a fanpage lo scienziato. L'obbligo di utilizzare mascherine FFP2 senza valvola potrebbe creare problemi di scorte, trattandosi di preziosi dispositivi medici.

Igiene delle mani

L'igiene delle mani è un altro caposaldo della prevenzione della COVID-19, l'infezione causata dal SARS-CoV-2. Lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone (per 40-60 secondi) o con una soluzione idroalcolica al (75 percento) distrugge eventuali tracce del virus dopo aver toccato superfici contaminate. All'interno dei locali dovranno essere messi a disposizione dispenser con prodotti igienizzanti per le mani, che dovranno essere utilizzati “di frequente”. Per ridurre ulteriormente il rischio di contagio, da barbieri, parrucchieri e centri estetici sarà vietato lasciare riviste, giornali e altro materiale “promiscuo”. Ci si dovrà inoltre intrattenersi all'interno dei locali solo per il tempo necessario alla prestazione. Insomma, niente chiacchierate con i dipendenti e con gli altri clienti. Sono consigliati i pagamenti elettronici.

L'uso delle attrezzature

Il professor Pregliasco ha affermato che phon, caschi e altri attrezzi utilizzati in questi locali possono rappresentare un rischio per la diffusione del patogeno, pertanto “vanno gestiti con buon senso e sanificati”. In base alle linee guida riportate nel documento del governo, le attrezzature vanno infatti disinfettate con cura dopo ciascuna prestazione al singolo cliente. Dopo la disinfezione si può seguire subito il nuovo cliente: il professor Pregliasco sottolinea infatti che non c'è un intervallo di tempo da attendere dopo la procedura, poiché “non c'è alcun rischio di inalare sostanze tossiche”. A causa di un rischio maggiore, saranno tuttavia vietati dove presenti la sauna, il bagno turco e le vasche idromassaggio.

Areazione dei locali

I gestori dei centri sono tenuti a favorire un “regolare e frequente” cambio d'aria. Nel caso in cui fossero presenti dei condizionatori, è vietato utilizzare la funzione di ricircolo dell'aria. Il professor Pregliasco sottolinea che sono necessarie una manutenzione costante e una corretta posizione delle alette dei dispositivi, tali da non creare flussi d'aria che facilitano la diffusione del virus. In un ristorante cinese si è verificato il contagio tra persone distanti poiché il flusso d'aria era “sparato” sulle persone, verso il basso, e non verso il soffitto come avrebbe dovuto.