Credit: Danielle Futselaar/Breakthrough Listen
in foto: Credit: Danielle Futselaar/Breakthrough Listen

A partire dal 2007 gli scienziati hanno iniziato a captare degli strani segnali nello spazio profondo, i Fast Radio Burst (FRB) o Lampi Radio Veloci. Questi misteriosi fenomeni si verificano nella banda radio dello spettro elettromagnetico e generano un potentissimo “flash” per pochi millisecondi; l'energia scatenata dagli FRB è infatti immensa, paragonabile a quella emessa contemporaneamente da centinaia di milioni di soli. Fino ad oggi si riteneva che fossero fenomeni relativamente rari, dato il numero esiguo di quelli captati (circa 140), tuttavia, grazie a un sofisticato radiotelescopio piazzato nella British Columbia canadese questo numero è praticamente quadruplicato. Gli scienziati hanno infatti appena annunciato che il CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) tra il 2018 e il 2019 ha intercettato ben 535 nuovi lampi radio veloci, nel corso del suo primo anno di attività.

“Prima del CHIME, c'erano meno di 100 FRB scoperti in totale; ora, dopo un anno di osservazione, ne abbiamo scoperte altre centinaia”, ha dichiarato in un comunicato stampa la dottoressa Kaitlyn Shin, scienziata coinvolta nel progetto laureatasi presso il Dipartimento di Fisica del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT). “Con tutte queste fonti, possiamo davvero iniziare a ottenere un'immagine di come appaiono gli FRB nel loro insieme, come l'astrofisica potrebbe innescare questi eventi e come possono essere usati per studiare l'universo in futuro”, ha aggiunto la ricercatrice.

Esistono due tipologie differenti di FRB: la maggior parte di essi è singola, cioè si manifesta una volta sola in un determinato punto dello spazio e non è più intercettabile, mentre una piccola parte si ripete con frequenza variabile. Questo schema si riflette anche sulle centinaia di nuovi segnali radio intercettati dal CHIME; su 535, infatti, soltanto 18 sono di tipo ripetitivo, come il primo di questo genere individuato nel 2012, dal telescopio di Arecibo.

L'origine dei Lampi Radio Veloci è ancora incerta, ma almeno per il primo intercettato nella Via Lattea è stato possibile determinarla: si tratta di una magnetar, una stella di neutroni con un potentissimo campo magnetico, miliardi di volte più energetico di quello terrestre. Grazie alle molteplici rilevazioni del CHIME sarà possibile determinare meglio anche l'origine dei più sfuggenti. Ciò che è certo è che in base alla distribuzione nel cielo gli studiosi ritengono che si tratti di fenomeni non rari, con una stima di ben 9mila segnali ogni giorno. Il CHIME per dar loro la caccia elabora ben 7 terabyte di dati al secondo. Grazie agli studi sugli FRB gli scienziati potranno ottenere maggiori informazioni anche sulla distribuzione di gas e materia nello spazio, gettando così le basi anche per nuove indagini cosmologiche. I dettagli della ricerca sono stati presentati durante il 238esimo meeting della American Astronomical Society.