Un esemplare di capodoglio (Physeter macrocephalus) di 10 metri è stato trovato spiaggiato nel magnifico Parco nazionale di Wakatobi, in Indonesia, nei pressi dell'isola di Kapota conosciuta in tutto il mondo come un paradiso per gli amanti delle immersioni. A uccidere lo sfortunato mammifero marino, giunto sulla costa in un avanzato stato di decomposizione, molto probabilmente è stata l'ingente quantità di plastica ingerita. Dalle prime indagini necroscopiche è emerso che nel suo stomaco sono stati trovati circa mille pezzi di plastica, per un totale di 6 chilogrammi di spazzatura umana.

Credit: WWF Indonesia / Karlika Sumolang
in foto: Credit: WWF Indonesia / Karlika Sumolang

A dettagliare l'elenco dei frammenti recuperati nel capodoglio è stato il WWF Indonesia in un tweet: fra quelli indicati 115 bicchieri, quattro bottiglie, 25 sacchetti, pezzi di corda composta da nylon e materiali sintetici (per un peso di 3,26 chilogrammi) e addirittura due infradito. A causa dello stato della carcassa non è stato possibile determinare le esatte cause della morte, non con i primi esami almeno, ma gli esperti non hanno molti dubbi al riguardo. “Sebbene non siamo stati in grado di dedurre la causa della morte, i fatti che vediamo sono davvero terribili”, ha dichiarato alla Associated Press il dottor Dwi Suprapti, il coordinatore della conservazione delle specie marine presso il WWF Indonesia.

Per questi animali risulta quasi impossibile distinguere i detriti plastici dalle prede naturali, principalmente molluschi cefalopodi, dunque ne ingeriscono in grande quantità. Un errore che pagano a carissimo prezzo, dato che la plastica può ostruire stomaco e intestino uccidendoli per denutrizione tra atroci sofferenze. La terribile sorte è toccata a una balena pilota o globicefalo (Globicephala melas) spiaggiatasi in Tailandia all'inizio di giugno; è stata trovata con 80 sacchi di plastica nello stomaco. Poco prima era morto in questo modo un altro capodoglio in Spagna: aveva ingerito ben 30 chilogrammi di plastica (compreso un intero bidone). Lo scorso anno fu invece uno sfortunato zifio spiaggiatosi in Norvegia a essere condannato a morte dalla plastica.

Nei mari e negli oceani di tutto il mondo finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, una quantità spropositata che uccide tartarughe, pesci, uccelli, grandi mammiferi marini e molti altri animali. Non c'è da stupirsi che nello stomaco del 90 percento degli uccelli marini al giorno d'oggi si trovi plastica. Le autorità indonesiane conoscono bene la grave situazione in cui versano le acque dei suoi splendidi mari, per questo stanno prendendo una serie di iniziative per ridurre drasticamente i rifiuti plastici che finiscono in mare e ripulire quelli già presenti. La speranza è che non si ripetano altre tragedie come quella dello sfortunato capodoglio di Wakatobi.