Temperatura media di ottobre 2019. Credit: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.
in foto: Temperatura media di ottobre 2019. Credit: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

Il mese di ottobre appena trascorso è stato il più caldo mai registrato. Da quando vengono monitorate le temperature medie globali, infatti, non c'è stato un ottobre più rovente di quello appena trascorso. La temperatura rilevata da sensori e stazioni meteorologiche sparse per tutto il globo è stata di 0,69° centigradi più alta rispetto alla media registrata nel periodo compreso tra il 1981 e il 2010. Inoltre, è stato superato di (appena) 0,01° centigradi il record dell'ottobre del 2015, quello che fino ad oggi deteneva il primato di ottobre più rovente della storia, o meglio, da quando i satelliti tengono traccia delle temperature di tutto il pianeta.

Ad annunciare l'ennesimo muro infranto dalle temperature anomale sono stati gli scienziati del Copernicus Climate Change Service (C3S) del Programma Copernicus dell'Unione Europea. Il C3S è gestito direttamente dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF); si occupa fondamentalmente di raccogliere dati per rispondere alla minaccia sempre più pressante dei cambiamenti climatici. Non a caso il nuovo record negativo di ottobre giunge a pochi giorni dalla pubblicazione di un drammatico appello lanciato da oltre 11mila ricercatori di tutto il mondo, che hanno collaborato alla stesura del più approfondito studio sulla minaccia del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici. Se non faremo nulla per contrastarlo, ammoniscono gli autori della ricerca, l'umanità sarà inevitabilmente destinata a “indicibili sofferenze”. E la catastrofe non è nemmeno troppo lontana nel tempo, dato che alcuni scienziati ipotizzano il rischio della fine della civiltà umana già entro il 2050.

Se su scala globale il mese di ottobre è stato mediamente il più caldo mai registrato, non è stato così per tutte le regioni del pianeta. I record negativi sono stati registrati in Europa (soprattutto in quella orientale e sudorientale), dove le temperature sono state in media di 1,1° centigradi rispetto alla media tra il 1981 e il 2010. Negli Stati Uniti e in Canada, al contrario, le temperature sono state più basse rispetto alla media del mese. Più alte invece quelle registrate in diversi mari dell'Artico (dove gli effetti del riscaldamento globale sono più drammatici), dell'Antartico e dell'Oceano Pacifico nordorientale.

Nel comunicato del Copernicus Climate Change Service si legge anche che negli ultimi 12 mesi le temperature sono state sensibilmente superiori rispetto alla media sulla maggior parte dell'Artico, soprattutto nelle porzioni interessate di Siberia e Alaska. Sopra la media anche in quasi tutta Europa, in Australia, in Medio Oriente, in Asia, Africa e parti dell'Antartico. Con queste premesse e i continui record fatti registrare nei mesi precedenti, il 2019 ha tutte le “carte in regola” per diventare l'anno più caldo di sempre.