Il Black Friday e il Cyber Monday sono appena trascorsi, e in moltissimi hanno ricevuto (o stanno ancora ricevendo) i pacchi con la merce acquistata, spesso copiosa grazie ai forti sconti garantiti dai due eventi. Quest'anno l'attesa citofonata del corriere è tuttavia accompagnata dalle preoccupazioni per la pandemia di COVID-19 in corso; non tutti, infatti, sanno come comportarsi con gli imballaggi, temendo che possa esserci un potenziale rischio di contagio. Dunque i pacchi sono sicuri? Vanno disinfettati? Cosa dovrei fare una volta disimballata la merce? Sono domande che in molti si stanno ponendo, e alle quali è possibile rispondere grazie alle indicazioni degli scienziati e delle principali autorità sanitarie nazionali e internazionali.

Per prima cosa è doveroso sottolineare che il coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della COVID-19 è un patogeno respiratorio, pertanto si diffonde attraverso le goccioline e gli aerosol che espelliamo normalmente quando parliamo, starnutiamo, ridiamo, cantiamo, tossiamo o semplicemente respiriamo. Il contatto con queste goccioline (droplet) rappresenta dunque la principale fonte di contagio, ed è per questo che è fondamentale rispettare la distanza fisica di almeno un metro dagli altri e indossare la mascherina, di comunità o chirurgica. Anche la costante e certosina igiene delle mani con acqua e sapone per 40-60 secondi o con un gel idroalcolico per 20-30 secondi è considerato un pilastro per spezzare la catena dei contagi, come indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal Ministero della Salute e da altre autorità sanitarie, questo perché le goccioline possono depositarsi su maniglie, pulsantiere, corrimano e altri oggetti con cui veniamo di frequente in contatto (e non solo). È per questo motivo che si raccomanda di non toccarsi mai naso, occhi e bocca con le mani, sia per evitare di diffondere il virus nel caso in cui si fosse positivi sia per evitare il rischio di contagio, dopo aver toccato una superficie contaminata.

Le goccioline, infatti, possono finire anche sugli oggetti, come appunto potrebbero essere i pacchi ricevuti per il Black Friday; ma c'è davvero il rischio di contagiarsi attraverso di essi? Come specificato dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC – Centers for Disease Control and Prevention) in un documento sui rischi legati a pacchi, posta e imballaggi, “ci sono ancora molte cose sconosciute sulla COVID-19 e su come essa si diffonde”. “Si ritiene che i coronavirus siano diffusi il più delle volte da goccioline respiratorie – aggiungono i CDC – e sebbene il virus possa sopravvivere per un breve periodo su alcune superfici, è improbabile che si diffonda attraverso la posta, i prodotti o gli imballaggi nazionali o internazionali”. “Tuttavia – concludono i CDC – può essere possibile che le persone possano contrarre il COVID-19 toccando una superficie o un oggetto su cui è presente il virus e poi toccandosi la bocca, il naso o forse i loro occhi, ma non si ritiene che questo sia il modo principale in cui virus si diffonde”. A suffragio delle indicazioni dei CDC vi sono i risultati di un recente studio coordinato da scienziati del Dipartimento di Medicina del Montefiore Medical Center di New York, in base al quale è emerso che “il contatto diretto e la trasmissione da fomiti (tutti gli oggetti che una volta contaminati diventano potenzialmente infettivi NDR), siano solo una modalità di contagio inconsueta”.

Insomma, il rischio di contagiarsi maneggiando un pacco di cartone è assai improbabile, pertanto è assolutamente inutile disinfettarlo. Come dichiarato a fanpage dal virologo Fabrizio Pregliasco, del resto, disinfettare la spesa “non era una misura essenziale durante la prima ondata del Coronavirus di marzo e non lo è neanche adesso”. “Rischiamo di vivere male”, ha aggiunto lo scienziato. Dunque cosa fare per ridurre il seppur minimo rischio derivato dalla manipolazione di oggetti portati a casa e potenzialmente contaminati? “Quello che è importante è fare assoluta attenzione al lavaggio delle mani”, afferma il virologo dell'Università degli Studi di Milano. Pertanto, una volta ritirato un pacco e recuperata la merce, la cosa migliore da fare è liberarsi dell'imballaggio nell'apposito contenitore per la carta e lavarsi immediatamente le mani con acqua e sapone (quando si sta a casa è il metodo migliore), evitando al contempo di toccarsi il viso. In aggiunta, se si vuole essere ancora più sicuri, si può passare del disinfettante sul ripiano dove è stato poggiato il pacco, ma nulla di più. Naturalmente quando lo si ritira è doveroso indossare la mascherina e mantenere la distanza dal corriere. Le ditte di spedizione hanno comunque introdotto protocolli anti contagio al fine di ridurre al massimo i potenziali rischi, dunque le probabilità di contagiarsi sono ancor minori.

Ricordiamo infine che in base a un documento diffuso dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), particelle virali potrebbero resistere sul cartone fino a 24 ore, ma si tratta di test di laboratorio che sono completamente diversi dalla realtà. Le goccioline infette possono infatti evaporare rapidamente in base alle condizioni climatiche, e inoltre i virus hanno bisogno delle cellule per replicarsi, non sono come una colonia di batteri, dunque non è assolutamente detto che simili particelle siano sufficienti per innescare l'infezione (e non è nemmeno detto che siano infettive). Non basta di certo un'effimera esposizione a una particella virale per contrarre la COVID-19, tenendo anche presente che nella definizione di “contatto stretto” con un positivo si considera anche il tempo di 15 minuti.