Alle 22:33 ora italiana di mercoledì 27 maggio la navetta Crew Dragon di SpaceX con a bordo i due astronauti della NASA Robert Behnken e Doug Hurley sarebbe dovuta decollare alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), segnando il ritorno all'autonomia dei “viaggi fra le stelle” per gli Stati Uniti – dopo anni di “passaggi” sulla Sojuz russa – e scolpendo nella pietra un nuovo storico traguardo dell'esplorazione spaziale: il primo lancio con equipaggio operato da un'agenzia aerospaziale privata. A causa del maltempo, tuttavia, il centro di comando ha deciso di rinviare il tutto a sabato 30 maggio, nella speranza che il meteo non giochi ancora un brutto scherzo. Durante l'attesa del lancio, sui canali social della NASA e della compagnia di Elon Musk sono state mostrate a più riprese le tute spaziali indossate da Behnken e Hurley, che hanno colpito l'immaginario collettivo per il loro affascinante design futuristico.

La ragione di questo aspetto gradevole risiede nel fatto che a disegnarle è stato lo scultore e costumista di Hollywood Jose Fernandez, fondatore degli Ironhead Studios. L'artista ha realizzato ben sei tute per quattro film di Batman (Batman Returns, Batman Forever, Batman&Robin e Batman vs Superman: Dawn of Justice), oltre che costumi per i lungometraggi di Wolverine, Wonder Woman, Captain America: Civil War e altri ancora. La sua specializzazione nel “guardaroba” per supereroi ha sicuramente influito nello sviluppo delle tute per SpaceX, nelle quali l'alternanza tra bianco e grigio scuro, i caschi ovoidali, gli stivali alti e le linee geometriche che definiscono i dettagli danno vita a una silhouette agile e futuristica, adatta a un blockbuster ambientato nello spazio.

Ma le tute di SpaceX non sono solo belle da vedere. Sotto il profilo tecnologico non hanno infatti nulla da invidiare alle Advanced Crew Escape Suit (ACES) sviluppate dalla David Clark Company per gli astronauti della NASA e alle Sokol, celebri tute spaziali russe che gli astronauti indossano a bordo della navetta Sojuz sin dal 1973. È doveroso sottolineare che tutte queste tute non sono progettate per le EVA, le attività extraveicolari meglio conosciute come "passeggiate spaziali", ma solo per resistere nel vuoto e garantire la sopravvivenza degli astronauti durante le fasi di lancio e rientro sulla Terra, nel caso in cui dovesse presentarsi una pericolosa depressurizzazione. Le passeggiate spaziali vengono infatti eseguite con le pesanti tute modulari semi-rigide “Extravehicular Mobility Unit” o EMU di produzione statunitense e le Orlan di fabbricazione russa.

I due astronauti che sarebbero dovuti partire a bordo della Crew Dragon sono due veterani della NASA che hanno partecipato a varie missioni sugli Space Shuttle, all'interno dei quali indossavano le ACES, conosciute anche col soprannome di “pumpkin” per il caratteristico colore arancione zucca. A differenza di queste ultime, la tuta di SpaceX è decisamente più elegante ed è organizzata in modo più discreto. Le connessioni elettroniche e dell'ossigeno per proteggere dalla depressurizzazione – il cosiddetto supporto vitale – trovano posto sulla coscia e si agganciano al casco stampato in 3D, nel quale sono presenti microfoni, valvole integrate e meccanismi per la retrazione e il bloccaggio della visiera. L'aspetto leggero non deve trarre in inganno, come sottolineato dallo stesso Musk rispondendo ai post di alcuni follower scettici: “Funzionano sicuramente. Puoi semplicemente saltare in una camera a vuoto, e andrà tutto bene”.

Anche se sotto il profilo del design sono molto diverse, l'astronauta Robert Behnken ha sottolineato che dal punto di vista dell'addestramento e delle procedure di sicurezza non ci sono differenze. Prima del lancio l'esperienza è la medesima: “È simile in quanto controllano la presenza di perdite nelle tute, controllano il sistema di comunicazione e vogliono solo assicurarsi che tutto vada bene prima che gli astronauti escano sulla piattaforma di lancio”, ha sottolineato l'astronauta.

Le tute, come affermato da chi le ha indossate, sono confortevoli – sono perfettamente su misura – e permettono di eseguire comodamente tutte le azioni necessarie durante il viaggio a bordo della Crew Dragon (fino ad oggi le hanno solo provate nei test). Anche la NASA ha elogiato le tute della compagnia di Elon Musk: “La tuta di SpaceX è progettata per essere funzionale, leggera e per offrire protezione dalla potenziale depressurizzazione”. Il costo di questi gioielli tecnologici non è noto, ma una copia di una tuta spaziale può costare alla NASA dai 2 ai 12 milioni di dollari a seconda del modello; progettarne una ex novo, in particolar modo quelle per le passeggiate spaziali, può richiedere anche 500 milioni di dollari.