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17 Settembre 2019
18:55

Balene pilota catturate in Giappone si stringono in cerchio prima del massacro: immagini strazianti

I membri del Dolphin Project hanno documentato la cattura e il massacro di un branco di globicefali (o balene pilota) nella baia della morte di Taiji, in Giappone. Alcuni degli animali sono stati selezionati per essere venduti a delfinari e parchi acquatici, gli altri sono stati tutti uccisi. Prima della mattanza si sono radunati in cerchio nel recinto in cui erano stati confinati.
A cura di Andrea Centini
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Credit: Dolphin Project
Credit: Dolphin Project

Un gruppo di balene pilota o globicefali è stato catturato e condotto nella “baia della morte” di Taiji, in Giappone. I cetacei, spaventati a morte dai cacciatori che li avevano inseguiti per ore a bordo di piccole imbarcazioni, si sono radunati in cerchio, esausti, nel recinto subacqueo nel quale erano stati confinati. La femmina a capo del pod (branco) ha iniziato a nuotare attorno agli altri esemplari come per confortarli, strofinandosi a loro. Un piccolo terrorizzato si è allontanato dal gruppo e ha cercato, invano, di fuggire al terribile destino che lo attendeva di lì a poco.

Cacciatori e addestratori si sono avvicinati e hanno iniziato la selezione degli animali: alcuni, infatti, vengono venduti a peso d'oro ai delfinari e ai parchi acquatici cinesi, strappati per sempre alle loro famiglie e alla libertà dell'oceano, che non vedranno mai più. Gli altri, uno dopo l'altro, sono stati condotti sotto grossi teloni e massacrati per la carne, nonostante quella di cetaceo sia contaminatissima da mercurio. Il sangue dei mammiferi marini uccisi ha tinto di rosso ancora una volta la famigerata baia della morte, nota al grande pubblico grazie al film-documentario “The Cove” di Louie Psihoyos, vincitore del premio Oscar nel 2010. Almeno altri cinquanta globicefali sono stati catturati dopo questo massacro, molti dei quali in preda al panico si sono spiaggiati e feriti contro le rocce che circondano la baia di Taiji.

Le immagini strazianti dei meravigliosi mammiferi marini condannati a questa atrocità sono state raccolte di nascosto dal team di volontari “Cove Monitors” del Dolphin Project, un'organizzazione fondata dal famoso ex addestratore di delfini Richard “Ric” O'Barry. Quando percepì la sofferenza sperimentata dagli animali intelligenti e sociali che addestrava da tempo – come il celebre Flipper -, all'improvviso decise di votarsi completamente alla loro protezione.

La baia della morte ha riaperto i battenti dal primo settembre e sono stati già uccisi numerosi animali, fra i quali un intero nucleo famigliare composto da cinque grampi (Grampus griseus). Una ventina gli esemplari selezionati per la cattività, compresi diversi tursiopi catturati durante i primi giorni. Massacri e catture andranno avanti per circa 6 mesi; la quota concessa ai cacciatori di Taiji per la stagione 2019/2020 è di oltre 1.700 cetacei, fra i quali un centinaio di globicefali di gray o dalle pinne corte (Globicephala macrorhynchus), una specie diversa dal globicefalo (Globicephala melas) che viene comunemente massacrato nelle grindadrap alle isole Faroe. Dall'inizio di luglio il Giappone ha anche ripreso la caccia commerciale ai grandi cetacei misticeti.

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