Una volpe volante dalla testa grigia soccorsa per il caldo estremo. Credit: Fly By Night/Facebook
in foto: Una volpe volante dalla testa grigia soccorsa per il caldo estremo. Credit: Fly By Night/Facebook

In sole due settimane sono morte oltre cinquemila volpi volanti dalla testa grigia (Pteropus poliocephalus) presso lo Yarra Bend Park, appena fuori Melbourne, una delle principali e più popolose città dell'Australia. L'ennesima strage di animali innocenti nella “terra dei canguri” si è consumata non a causa dei roghi devastanti, che hanno sterminato oltre un miliardo di esseri viventi, ma per un fenomeno strettamente connesso e pericolosissimo per i pipistrelli: le ondate di calore estreme.

Quando la colonnina di mercurio raggiunge e supera i 40° centigradi per le volpi volanti si tratta di una vera e propria tragedia. Questi delicati pipistrelli frugivori vanno infatti rapidamente in shock termico, ansimando fino a quando non si lasciano cadere a terra esanimi. Letteralmente cotti vivi. Si calcola che tra l'inizio degli anni '90 e il 2007 siano state oltre 30mila le volpi volanti dalla testa grigia uccise dalle ondate di calore, un dato che si è accresciuto ulteriormente negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi, durante la stagione più secca e rovente che l'Australia abbia mai conosciuto. Un dramma per questa splendida specie di mammiferi volanti, classificata come vulnerabile (codice VU) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

I soccorritori e i volontari di Fly By Night, un'organizzazione di Melbourne specializzata nel recupero e nel salvataggio delle volpi volanti dalla testa grigia, tra la fine di dicembre e l'inizio dell'anno si sono trovati innanzi a scene strazianti. Decine, centinaia di esemplari ammassati l'uno sull'altro, caduti dagli alberi che consideravano più riparati dal caldo asfissiante. Quando infatti individuano rami e tronchi all'ombra i pipistrelli si radunano a decine nel potenziale rifugio, scaldandosi nella calca e rendendo vana la protezione dalle temperature estreme.

Lo shock termico è particolarmente letale per i piccoli, che nascono normalmente nel periodo di ottobre. Quando arriva un'ondata di calore come quella che ha recentemente investito l'Australia non c'è praticamente speranza: sono troppo giovani per poterla sopportare. Fly By Night in un post su Facebook ha annunciato di aver salvato 290 giovani esemplari orfani negli ultimi giorni, ma ne sono morti a migliaia. Al termine dell'estate australe, che durerà per altri due, interminabili mesi, è possibile che l'intera generazione nata nel 2019 possa essere spazzata via. Anche le madri impegnate nell'allattamento – e dunque con meno energie – sono più esposte al rischio delle temperature estreme; ne sono decedute moltissime. I loro richiami disperati per comunicare con i piccoli ormai esanimi spezzano il cuore di chiunque li ascolti.

I soccorritori hanno fatto e stanno facendo il possibile per provare a salvare il maggior numero di esemplari dello Yarra Bend Park, utilizzando spray, idranti, autopompe per innaffiare alberi e animali. Quelli recuperati vivi vengono abbeverati con le siringhe. Il racconto di Kate Chamberlain, tra le responsabili di Fly By Night impegnata nella missione di salvataggio, rende l'idea della drammatica situazione che stanno vivendo persone e animali. “Eravamo di fronte ad animali con la bocca spalancata che ansimavano in cerca di ossigeno, urlavano per la sofferenza e cadevano dagli alberi quando erano ormai troppo deboli per resistere ancora. Mentre il pomeriggio andava avanti, i soccorritori stanchi hanno corso per raccogliere gli animali nell'ultima fase dello shock termico. Le ondate di calore sono esperienze terribili sia per i pipistrelli che per gli esseri umani. I giovani pipistrelli lo dimostrano solo con i loro grandi occhi, completamente sopraffatti dal caldo, come per chiederti ‘perché sta succedendo?' Anche se non sono mai stati avvicinati da un essere umano, alcuni si lanciano disperatamente sull'acqua offerta solo per sopravvivere. Alcuni muoiono tra le tue braccia non appena li raggiungi – quando l'aiuto arriva solo con un momento di ritardo. Altri sono già andati e non rispondono. I soccorritori sono completamente sconvolti mentre i pipistrelli cadono letteralmente morti intorno a loro. Essere nel bel mezzo delle ondate di calore è davvero un'esperienza apocalittica, con temperature estreme, venti ululanti e animali morti che ricoprono il terreno”.

Ricordiamo che il calcolo di un miliardo di animali morti fatto dal professor Cristopher Dickman a causa degli incendi non include proprio i pipistrelli, oltre che anfibi e invertebrati, dunque alla fine dell'emergenza dovranno essere conteggiate anche queste migliaia di sfortunate volpi volanti. Una strage senza fine della quale l'uomo, principale catalizzatore del riscaldamento globale, ha la piena responsabilità.