Ha ricevuto una torta di sardine e aringhe a tre piani per il suo compleanno. Così Pelè, la delfina più longeva d’Europa, ha ‘festeggiato’ i suoi 55 anni. Un po’ come se un umano costretto in carcere da innocente ricevesse un hamburger per il compleanno. Manco la pizza più buona di Napoli, che uno dice va beh… No. Un hamburger rinsecchito.

C’è davvero poco di cui essere contenti.

Come si fa nel 2019 a voler ancora rinchiudere gli animali in gabbia e osservarli a pagamento mentre compiono movimenti per i quali sono addestrati sotto lo scacco dei comfort?

Ci insegnano da quando siamo bambini che gli animali negli zoo e nei parchi sono ‘felici’. Eh sì, sono ‘felici’ perché hanno un tetto sulla testa, non hanno predatori naturali a rincorrerli, hanno da mangiare, hanno le ‘coccole’ delle persone (perché notoriamente un coccodrillo proprio non ce la fa a vivere se non viene coccolato da un essere umano), hanno cure veterinarie e gli trovano pure un partner con cui accoppiarsi. Tutta questa felicità li porta addirittura a vivere molto di più che in libertà. Ah la libertà. Quanto vale la libertà?

Ma voi scambiereste la vostra libertà per vivere fino a 150 anni, per il benessere, per il comfort, per gli agi, per la sicurezza e per la comodità?

Cioè dareste la vostra esistenza totalmente in mano ad un’altra persona che decide quando mangiate, quando uscite, quando vi relazionate con gli altri, con chi e quando vi accoppiate, cosa mangiate, cosa dovete fare tutto il giorno?

Per avere in cambio del cibo e dell’acqua, saltereste dentro e fuori una piscina? Dareste il ‘cinque’ ad individui appartenenti ad un’altra specie che dicono di volervi bene perché vi sfamano per chiedervi qualcosa in cambio e vi accarezzano gentilmente, lasciandovi poi da soli nella vostra gabbia?

Dareste la vostra libertà di scelta pur di non dovervi più alzare e andare a fare quel lavoro che vi fa schifo o a vedere quella persona che non amate più ma non sapete come dirglielo?

Restereste in casa tutto il giorno, tutti i giorni della vostra vita.

O preferite correre il rischio di dover accontentarvi di un mestiere che non vi piace per un periodo, mentre cercate quello che fa per voi? O sentire il brivido spaventoso della fine di una relazione con la consapevolezza che nuove emozioni presto nasceranno per qualcun altro, o per nessuno perché si sta bene anche soli?

Come si fa a barattare la libertà per la comodità?

E chi accetta, quanto è ancora vivo, nella sua mente?

La libertà è l’unica cosa di nostro che abbiamo davvero, è l’unica cosa per cui valga la pena stare al mondo.

Essere liberi di scegliere è ciò che ci permette di sbagliare, cadere e rialzarci più forti di prima, che ci porta ad iniziare nuove relazioni, che ci spinge verso nuovi sapori, che dà un senso alla nostra esistenza. E ben vengano la tristezza, lo stress, la paura, l’insicurezza e lo smarrimento.

Questa fissazione per la felicità ci distoglie dalla vita di tutti i giorni, che magari non è sempre perfetta, ma è nostra.

Possono ripeterci all’infinito che un delfino in un delfinario è ‘felice’, giustificando questa emozione con la scusa del benessere, ma non dobbiamo permettere a nessuno di convincerci che questa vita sia giusta.

Perché domani potremmo esserci noi al posto di Pelè, in una società comoda, ma non più libera.

E poi vediamo quanto saremo felici, quando dovremo ‘saltare in piscina’ per una patatina fritta.