Alle 15:19 ora italiana di venerdì 8 marzo un enorme asteroide scoperto di recente “sfiorerà” il nostro pianeta, fortunatamente con una traiettoria che non desta preoccupazioni. Il sasso spaziale, classificato col nome in codice 2019 DN, è comunque il classico NEO (Near Earth Object) da tenere sotto stretto controllo, poiché le sue dimensioni possono rappresentare una seria minaccia nel caso in cui dovesse puntare la Terra. In base a quanto riportato dal sito cneos del Jet Propoulsion Laboratory della NASA, infatti, ha una lunghezza compresa tra i 90 e i 200 metri, che spazia da quella di un campo da calcio regolamentare a quella della Sagrada Familia di Barcellona. Insomma, è tutto fuorché un “sassolino”.

I rischi. Come indicato, l'asteroide 2019 DN transiterà con una traiettoria totalmente sicura, a 13 distanze lunari da noi, ovvero circa 5 milioni di chilometri, tenendo presente che il satellite orbita mediamente a 384.400 chilometri. Non c'è dunque alcun rischio di impatto, ma cosa succederebbe se dovesse colpirci? Innanzitutto non ci sarebbero fenomeni di estinzione globale, come quelli innescati dall'asteroide Chicxulub che 66 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, determinò la scomparsa dei dinosauri non aviani e di molti altri gruppi animali. Del resto l'asteroide in questione aveva un diametro di 10 chilometri e cadde nell'attuale Golfo del Messico, scatenando onde di tsunami gigantesche (la prima di 1,5 chilometri di altezza) che a grande velocità attraversarono quasi tutto il pianeta. 2019 DN, che sfreccia a una velocità di 7.28 chilometri al secondo (26.200 chilometri orari), farebbe danni importanti ma solo su scala locale. Nel caso in cui dovesse colpire un centro urbano, comunque, sarebbe una catastrofe immensa; basti pensare alla “meteora di Chelyabinsk”, che con i suoi circa 20 metri, nel 2013, causò il ferimento di 1500 persone dopo essere esplosa nell'atmosfera.

Prossimo sorvolo. 2019 DN non sarà l'unico grande asteroide a “salutarci” nel mese di marzo. Mercoledì 20, il giorno precedente al debutto della primavera, la Terra sarà sfiorata da 2019 CD5, che in base ai calcoli della NASA ha un diametro di ben 230 metri. Transiterà più vicino del sasso spaziale dell'8 marzo, ma anche in questo caso non corriamo alcun pericolo.