Tra i vari ‘gesti' che hanno in comune gli animali vertebrati, un insieme di 50 mila specie che spazia dai pesci sino ai mammiferi primati come le scimmie e l'uomo, l'atto dello sbadiglio è uno dei più enigmatici, dato che ancora oggi ricercatori di tutto il mondo si affannano nel provare a darne una spiegazione scientifica chiara ed esaustiva. In generale si sbadiglia quando si è rilassati e fondamentalmente quando si provano sonno, fame e noia, ma i contorni del fenomeno, come sottolineato, sono tutto fuorché definiti, anche alla luce della sua curiosa componente empatica, che spinge a replicare gli sbadigli degli altri. Ecco alcune cose da sapere sullo sbadiglio.

Cos'è lo sbadiglio.

Dal punto di vista squisitamente scientifico lo sbadiglio è la risposta involontaria a uno stimolo (esterno o interno all'organismo) coordinata dal sistema nervoso, che in gergo medico prende il nome di riflesso. Esso, tuttavia, può essere anche volontario, controllato e indotto. Dura in media sei secondi e può essere ripetuto più volte, qualora l'apporto di ossigeno introdotto dall'atto non dovesse essere sufficiente per le sue criptiche funzioni. Solitamente è associato a vari movimenti per sgranchirsi, che assieme prendono il nome di pandiculazione, e all'emissione di lamenti e sospiri più o meno rumorosi (e spesso inopportuni).

Perché si sbadiglia.

Questa è la domanda alla quale ancora oggi la scienza non sa rispondere con esattezza. Una ricerca della Princeton University di alcuni anni fa suggerisce che lo sbadiglio potrebbe servire a regolare la temperatura del cervello; ciò sarebbe spiegato dal fatto che si sbadiglia di più in inverno che in estate. L'ipotesi non ha tuttavia riscosso molto consenso nel mondo accademico. Altri hanno suggerito che potrebbe semplicemente servire ad aumentare il livello di ossigeno nel sangue, ma da calcoli effettuati, curiosamente, durante lo sbadiglio si introduce meno ossigeno nei polmoni rispetto alla normale respirazione. Un'altra ricerca indica che gli sbadigli potrebbero essere legati all'attenzione, dato che dopo di essi ci si sente in qualche modo più vigili. Si tratta dunque di un fenomeno ancora avvolto nel mistero, che si innesca soprattutto quando si ha fame, sonno, si è stanchi o impegnati in una digestione ‘pesante'.

È davvero contagioso?

Sì, ed anche in un modo del tutto peculiare. La tendenza a replicare lo sbadiglio di un'altra persona cresce considerevolmente in base al fattore empatico e al legame che si ha con essa. In parole semplici, si tende a ‘rispondere' allo sbadiglio di un parente stretto – o a quello del proprio partner – con maggior frequenza rispetto a quanto si risponde agli sbadigli emessi da sconosciuti. Anche la rapidità con la quale si replica è strettamente connessa col tipo di legame, una scoperta fatta da studiosi dell'Università di Pisa. Curiosamente, si iniziano ad imitare gli sbadigli degli altri a partire dai 4/5 anni di età, ovvero, da quella fase della crescita nella quale si iniziano a percepire le emozioni altrui. Si stima che nella vita l'essere umano sbadigli in media oltre 200mila volte, circa 7/8 volte al giorno, e la prima volta avviene durante la gestazione, a poco più di due mesi dal concepimento.

Le donne sbadigliano di più.

In uno studio condotto tra il 2010 e il 2015 che ha coinvolto un centinaio fra uomini e donne, è emerso che la risposta agli sbadigli era del 40 percento nei primi e del 55 percento nelle seconde. In pratica, le donne sbadiglierebbero più degli uomini. Per quale ragione? Sempre per il discorso dell'empatia, in associazione con i cosiddetti neuroni specchio, coinvolti nelle azioni di riflesso ed imitazione degli altri. Le donne, per ragioni evolutive legate alle cura dei figli, sono tendenzialmente più empatiche degli uomini, e in questo dettaglio vi sarebbe la differenza del 15 percento emersa dallo studio pubblicato su Royal Society Open Science. In precedenza altri ricercatori hanno sostenuto che fossero gli uomini a sbadigliare più delle donne.

Lo sbadiglio nel cane e in altri animali.

Come specificato nella premessa, gli sbadigli sono una caratteristica degli animali vertebrati, e se avete un animale domestico sicuramente vi sarà capitato di vederlo sbadigliare, soprattutto se si tratta di un cane al quale siete particolarmente affezionati. Questo perché, incredibilmente, lo sbadiglio si trasmette anche tra proprietario e cane, suffragando ancora di più la sua componente empatica, come dimostrato da una ricerca condotta dall'Università di Tokyo. Lo sbadiglio nei cani rappresenta però anche uno dei ‘segnali calmanti‘, quei gesti cioè utilizzati per inviare messaggi non verbali agli altri cani o per calmare sé stessi. Gli sbadigli sono molto contagiosi anche tra gli scimpanzé e in altri primati, e come si può osservare in moltissimi video sulla rete coinvolgono le specie più disparate: tartarughe, serpenti, uccelli, pesci (in particolar modo i ciclidi) e ovviamente mammiferi.

Un husky che sbadiglia: https://pixabay.com/it/cane-stanco-sbadiglio-denti-slitta-1246203/in foto: Un husky che sbadiglia: credit unspash

[Foto di Tung256]