Come dimostrato da una recente ricerca condotta dalle università di Washington ed Haifa, la domesticazione dei topi si avviò circa 15mila anni fa, dal momento stesso in cui l'uomo ha iniziato a creare i primi villaggi e ad apprezzare la vita stanziale. Lo strettissimo rapporto di commensalismo nato nel Paleolitico si è protratto sino ai tempi nostri, e i topi continuano a rappresentare un serio problema sotto numerosi punti di vista. Oltre ai danni materiali provocati ai cavi della rete elettrica e alle riserve alimentari, questi roditori possono avere un impatto sensibile sulla nostra salute, compresa quella psicologica, essendo vettori di numerose patologie di varia gravità. Ecco una panoramica su quelle più note e diffuse.

Leptospirosi.

La leptospirosi è la malattia infettiva più conosciuta e diffusa legata ai topi, che veicolano batteri spirocheti del genere Leptospira. Le leptospirosi – alcune delle quali trasmesse anche da altri animali – possono avere un ventaglio molto ampio di sintomi, che passano dal semplice mal di testa con dolori muscolari sino ad emorragie polmonari e meningiti. La malattia si trasmette attraverso il contatto con l'urina infetta dei topi, che è possibile trovare non solo nelle acque stagnanti, ma anche su alimenti o utensili contaminati dagli animali. La pelle riesce fortunatamente a proteggere dall'infezione, ma basta un semplice graffio per permetterne la trasmissione. Tra le categorie più esposte vi sono contadini, minatori e raccoglitori di riso.

Peste.

Provocata dal batterio Yersinia pestis, la peste è veicolata dalle pulci Xenopsylla cheopis che parassitano i roditori e dal contatto con gli animali infetti, ad esempio attraverso il morso. Scomparsa da decenni in Europa, essa è ancora presente in alcune parti del globo, con alcuni focolai che ricompaiono in Africa, Asia e talvolta America. Le ultime epidemie si sono registrate in Madagascar, Namibia, Libia e India. Il batterio colpisce i tessuti linfoidi, disabilita le capacità dei linfociti e catalizza la produzione di specifiche proteine; il risultato è un'infezione devastante che si presenta in varie forme. Tra i sintomi più noti, la comparsa dei cosiddetti bubboni (peste bubbonica), febbre alta, grave debolezza, emorragie interne ed insufficienza cardiocircolatoria. La ‘morte nera‘ fu un'epidemia di peste scatenatasi tra il 1347 e il 1353 in Europa: causò la morte di milioni di persone, circa un terzo della popolazione dell'intero continente.

Salmonellosi.

Presenti normalmente nell'ambiente, i bacilli che trasmettono la salmonella possono trovarsi anche nell'apparato digerente dell'uomo e in quello di altri animali, come topi e ratti. Si può contrarre ingerendo cibi crudi contaminati dalle feci dei roditori e provoca infezioni importanti a livello intestinale, la cui pericolosità risulta maggiore per bambini ed anziani. Cucinare i cibi elimina del tutto il rischio.

Tifo murino.

Il tifo murino è provocato dal microorganismo Rickettsia mooseri, che viene trasmesso all’uomo attraverso il morso della pulce di ratto Xenopsylla cheopis, la stessa responsabile della peste. Pur essendo stato quasi completamente debellato nella maggior parte del mondo, focolai di tifo murino sono comparsi recentemente alle isole Canarie e in Giappone. Nel 2011 è stato registrato un caso a Napoli. La malattia provoca forti cefalee, dolori addominali e ossei, brividi e vomito.

Tularemia.

Conosciuta anche col nome di febbre dei conigli, perché trasmessa anche da questi animali, oltre che da lepri e altri roditori, la tularemia può essere scatenata sia dal contatto con animali o carcasse infetti, sia dalle punture di artropodi – come zecche, tafani e zanzare – che hanno parassitato i roditori. È provocata dal batterio Francisella tularensis e tra i sintomi vi sono febbre, ulcere e gonfiore. Se viene trasmessa tramite inalazione può causare polmoniti e sintomi assimilabili a quelli del tifo.

Coriomeningite linfocitaria.

Si tratta di una malattia virale (Arenavirus) tipica dei topi, in particolar modo del topo domestico, e nella stragrande maggioranza dei casi per i roditori è asintomatica. Può essere trasmessa all'uomo attraverso il contatto con le deiezioni e raramente col morso. Anche se i sintomi sono quelli caratteristici della meningite, come febbre, nausea e rigidità della nuca, la mortalità è piuttosto bassa, circa nell'1 percento dei casi.

Rabbia.

La rabbia, una patologia virale (lyssavirus) che provoca infiammazione del tessuto cerebrale, può essere trasmessa dal graffio o dal morso dei roditori infetti, anche se nella maggior parte dei casi deriva dal morso di cani o di pipistrelli. Tra i sintomi vi sono febbre, perdita di coscienza, movimenti incontrollati e confusione.

Varie.

Il contatto con feci, urina, saliva e peli di questi animali, oltre che il morso dei loro parassiti, può generare una famiglia di patologie piuttosto ampia, alcune delle quali presentano una sintomatologia simile a quella delle influenze. Tra le altre malattie legate ai roditori vi sono la febbre da morso di ratto, caratterizzata da dolori muscolari ed eruzioni cutanee, il colera, la leishmaniosi cutanea e la malattia di lyme.

[Foto di Meditations]