Come ormai è chiaro a tutti, il nostro Pianeta è malato e i primi a subirne le conseguenze sono gli animali che giorno dopo giorno si vedono ridurre il loro habitat naturale rischiando così l'estinzione. Alla fauna selvatica è dedicato il World Wildlife Day che si celebra in tutto il mondo con l'obiettivo di sensibilizzare gli esseri umani sulla condizione in cui questi esseri viventi si trovano proprio a causa dell'inquinamento antropogenico.

Proprio perché c'è bisogno di maggior consapevolezza, il tema di questo 2016 è “The future of wildlife is in our hands” che vuole ricordarci il legame indissolubile tra la vita selvatica, l'essere umano e lo sviluppo sostenibile. In Italia, il WWF ha scelto di dedicare questa giornata al selvatico simbolo dell'incapacità dell'essere umano di comprendere l'importanza della condivisione degli spazi e del rispetto della natura degli animali stessi. Stiamo parlando del lupo che, finalmente, sta tornando a vivere nel nostro Paese.

Neanche 2 mila esemplari occupano il nostro territorio, suddivisi in piccoli branchi da, mediamente, 4 esemplari che spaventano i più ignoranti che ne hanno paura non sapendo che il lupo non attacca l'uomo, poiché ne ha timore. Nelle scorse settimane c'è chi ha parlato di questo animale come di un predatore pericoloso che provoca importanti danni economici agli allevatori e per questo si è chiesto di poter renderne legale la caccia. Nella realtà dei fatti, il lupo si tiene alla larga dagli uomini e per evitare un suo eventuale attacco contro gli animali da allevamento bastano reti elettrificate e cani da pastore: la convivenza è possibile e semplice.

Ad oggi, come dicevamo, in Italia il lupo fa parte delle specie protette e per questo non può essere cacciato, purtroppo però si sta discutendo di un Piano d’azione nazionale della specie che potrebbe aprire la caccia, seppur selettiva, ad alcuni individui.