Mercoledì 19 giugno il rover Curiosity della NASA ha rilevato la più elevata concentrazione di metano di sempre su Marte. Si tratta di un dato estremamente significativo poiché il 90-95 percento del metano prodotto sulla Terra deriva da organismi (vivi o morti); ciò significa che il picco marziano aumenta le probabilità che il Pianeta rosso possa essere popolato da alcune forme di vita, o che lo sia stato in passato, benché sia troppo presto per cantare vittoria. Il metano, infatti, può essere prodotto anche da processi geologici, inoltre su Marte sono già ampiamente note fluttuazioni stagionali dell'elemento rilevate dal rover Curiosity. A rendere ancor più enigmatica la situazione il fatto che lo strumento Trace Gas Orbiter dell'Agenzia spaziale europea (ESA) installato sulla sonda ExoMars e capace di individuare 50 parti di metano per trilione di volume atmosferico non ha ancora rilevato nulla (in oltre un anno di lavoro).

Speranze. Come indicato, il rover Curiosity – giunto nel cratere Gale di Marte nell'agosto del 2012 – ha intercettato il picco di metano mercoledì scorso, grazie al suo sensibile strumento laser Sample Analysis at Mars (SAM). La concentrazione rilevata è stata di 21 parti per miliardo (ppbv), quando la media marziana è di circa 10 ppbv (nell'atmosfera terrestre si rilevano 1.800 ppbv). Il dato è giunto sulla Terra giovedì, e gli scienziati della NASA, sorpresi dal valore evidenziato sui monitor, hanno deciso di pianificare ulteriori indagini nel weekend, i cui risultati saranno resi noti nei prossimi giorni. “Visto questo incredibile risultato, abbiamo riorganizzato il weekend per eseguire un ulteriore esperimento”, ha dichiarato il responsabile del SAM Ashwin R. Vasavada.

Biologia o geologia. Lo strumento di Curiosity non è in grado di determinare l'origine del metano rilevato, cioè capire se si tratti di metano prodotto da organismi viventi, creature morte o processi geologici, tuttavia poter ottenere ulteriori riscontri sulla sua presenza potrà aiutare gli scienziati ad avere un quadro più dettagliato del fenomeno. Ad esempio, si potrà determinare se l'emissione eccezionale del cratere Gale sia transitoria o localizzata. Unendo i dati del rover con quelli del Trace Gas Orbiter si renderanno ancora più chiare le misteriose fluttuazioni stagionali di metano su Marte. Solo con le future missioni sul Pianeta rosso – o col pionieristico sbarco dell'uomo, previsto entro una ventina di anni – scopriremo se effettivamente ci sia vita (o ci sia stata vita) sul quarto pianeta del Sistema solare. L'annuncio del rilevamento eccezionale di metano è stato fatto sul sito della NASA.