La convivenza tra l'uomo e l'animale è sempre più difficile a causa dell'espansione delle colonie umane in zone che fino a pochi anni fa erano esclusivo dominio di specie selvatiche. A minacciare la vita degli elefanti, dunque, non c'è solo il commercio clandestino di avorio in crescita nel 2013, ma anche la riduzione dell'habitat naturale dei pachidermi. Mentre il primo pericolo viene affrontato attraverso accordi internazionali, al secondo ci ha pensato Elephants Without Borders, "Elefanti Senza Frontiere", che ha proposto la creazione di corridoi urbani che permettano il collegamento di aree frammentate abitate dai pachidermi. In altri continenti e per altre specie si è progettata una soluzione simile, qual è ad esempio il Paseo del Jaguar, un sistema di corridoi tra Argentina e Messico che favorirebbero il movimento dei giaguari.

Elephants Without Borders ha sede a Kasane, nel Botswana, uno degli stati con la maggiore concentrazione di pachidermi e che ospita, con Namibia, Zambia, Zimbabwe e Angola, la Kavango Zambesi Trasfrontier Conservation Area, una terra grande quanto l'Italia adibita alla conservazione della fauna selvatica capace di attirare milioni di turisti da tutto il mondo. Tempe Adams, che sta studiando la soluzione del corridoio faunistico, ha spiegato al National Geographic che "il piano è ottenere la destinazione d’uso legale per i corridoi faunistici". Per proteggere i giganti africani, però, è necessario prima realizzare un censimento che ne identifichi il numero e le qualità. Per questo motivo Elephants Without Borders sta organizzando il più grande censimento di elefanti di sempre. Si comincerà a febbraio del 2014, quando tre aeroplani e due elicotteri inizieranno a sorvolare il Continente nero in cerca di pachidermi. Un occhio dall'alto che resterà vigile per due anni. Anche per il contrabbando d'avorio sarà un'ulteriore controllo capace di dire dove e quando colpiscono maggiormente i bracconieri.