Oltre a vaccini, anticorpi monoclonali, antivirali e altri farmaci tradizionali, per contrastare la pandemia di COVID -19 – l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2 – sono in sviluppo anche innovativi spray nasali, progettati con l'obiettivo di prevenire un potenziale contagio. Uno dei più promettenti è stato recentemente testato nei furetti in seno allo studio “Intranasal fusion inhibitory lipopeptide prevents direct contact SARS-CoV-2 transmission in ferrets”, guidato da scienziati del Medical Center dell'Università Columbia di New York. Il medicinale, basato su un lipopeptide che impedisce il legame tra la proteina S del patogeno emerso in Cina e le cellule dell'epitelio nasale, è stato in grado di prevenire l'infezione nei furetti trattati. In attesa che vengano avviati studi clinici ad hoc, in sperimentazione c'è anche un altro promettente spray nasale, già testato su un gruppo di volontari sani e basato su anticorpi di pollo contro il coronavirus.

A mettere a punto il medicinale spray è stato un team di ricerca internazionale composto da scienziati americani della prestigiosa Università di Stanford e australiani della Linear Clinical Research. Il principio attivo è stato sviluppato in seno al progetto SPARK, un'organizzazione senza scopo di lucro istituita nel 2006 per permettere agli scienziati di sperimentare nuovi, potenziali farmaci a costi contenuti. Come indicato, si basa su anticorpi di pollo, e più nello specifico sull'immunoglobulina IgY, sviluppata anch'essa per colpire la proteina S o Spike del coronavirus, quella che il patogeno sfrutta per legarsi alle cellule umane, rompere la parete cellulare come un grimaldello, accedere all'interno e avviare la replicazione, che determina l'infezione. In pratica, lo spray nasale punta a impedire alle particelle virali di legarsi alle cellule umane, e dunque impedisce il contagio. Gli anticorpi vengono ottenuti iniettando le proteine virali nel petto di polli e recuperati dal tuorlo delle uova depositate, dove finiscono per naturale meccanismo biologico. Il farmaco così ottenuto potrebbe essere a bassissimo costo, circa un dollaro per dose.

Tra i limiti di questo prodotto potrebbe esserci la breve durata, dato che le ciglia all'interno del naso potrebbero spazzar via gli anticorpi rapidamente. Inoltre l'organismo potrebbe sviluppare immunità contro il principio attivo. Secondo gli scienziati coordinati dalla biochimica Daria Mochly-Rosen, tuttavia, lo spray avrebbe comunque del potenziale; potrebbe essere inalato prima di recarsi al supermercato, di prendere un volo o salire su un treno, o magari prima di incontrarsi con amici e parenti, riducendo il rischio di contagio in base alle situazioni, invece di prevenire l'infezione tout court come farebbe un vaccino. Come specificato, al momento viene testato su 48 volontari sani coinvolti nella sperimentazione clinica di Fase 1 “Safety, Tolerability, and Pharmacokinetics of Anti-Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) Chicken Egg Antibody (IgY) (COVID-19)”. Non resta che attendere il responso dei vari trial in cui lo spray sarà testato.