Un’illustrazione della stella scomparsa. Credit: ESO / L. Calçada
in foto: Un’illustrazione della stella scomparsa. Credit: ESO / L. Calçada

Una gigantesca stella blu è misteriosamente scomparsa dal cuore di una lontana galassia, e gli scienziati stanno cercando di capire cosa possa esserle accaduto. Del resto una stella con una luminosità tra i 2,5 milioni e i 3,5 milioni di volte superiore a quella del Sole di norma non “muore” senza produrre prima una spettacolare esplosione (supernova), ben rilevabile dai telescopi spaziali e terrestri. Ma l'astro protagonista di questo affascinante fenomeno è letteralmente svanito nel nulla, senza lasciare una traccia che possa fornire indizi.

Ad accorgersi della sparizione della stella è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Dublino, Irlanda, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Osservatorio europeo australe (ESO) in Cile e dell'Osservatorio dell'Università dell'Arizona, Stati Uniti. Gli scienziati, coordinati dal professor Andrew P. Allan, docente presso la Scuola di Fisica del Trinity College dell'ateneo irlandese, stavano studiando da tempo l'astro poiché altamente instabile e nell'ultima fase del proprio ciclo vitale; l'obiettivo era comprendere meglio come “muoiono” questi enormi oggetti celesti.

La stella scomparsa si trovava nel cuore della galassia nana Kinman o PHL 293B, sita a ben 75 milioni di anni luce dalla Terra, inquadrata nella costellazione dell'Acquario. A causa di questa notevolissima distanza, anche i telescopi più potenti non riescono a discernere le singole stelle, tuttavia è possibile rilevare la firma luminosa di alcune di esse, le più grandi e brillanti proprio come la protagonista di questa storia. Tra il 2001 e il 2011 gli scienziati ne hanno analizzato gli spettri luminosi con diversi strumenti, e nel 2019, quando hanno deciso di puntarla con i quattro grandi telescopi da 8 metri del “Very Large Telescope” (VLT) dell'ESO, non hanno più rilevato nulla. Gli strumenti ESPRESSO ed X-shooter non hanno intercettato alcuna “firma” della sua presenza. La stella era dunque sparita, cogliendo letteralmente di sorpresa gli astronomi, come dichiarato dal professor Allan in un comunicato dell'ESO.

“Sarebbe molto insolito che una stella così massiccia sparisse senza produrre una brillante esplosione di supernova”, ha affermato l'autore principale dello studio, ma ci sono alcune teorie che possono spiegare la misteriosa scomparsa. La prima è legata a un repentino crollo della luminosità (stelle blu a quello stadio della vita sono molto instabili) a causa di un'esplosione verificatasi poco dopo il 2011; non una vera supernova – che resta visibile per anni – ma un espulsione di massa che ha determinato un netto calo di luminosità. La stella potrebbe essere anche stata oscurata da una nube di polvere interstellare, come quella che potrebbe aver coperto Betelgeuse negli scorsi mesi. L'ipotesi più affascinante, tuttavia, è quella della trasformazione diretta in un buco nero, senza passare per la fase di supernova. Si ritiene che il fenomeno sia già verificato con una gigante rossa a 22 milioni di anni luce da noi, ma è considerato molto raro che stelle di masse simili possano "morire" senza esplodere.

L'ipotesi di una supernova non rilevata tra il 2011 e il 2019 è esclusa perché, sebbene la sua luce possa resistere per "soli" 5 anni dopo l'esplosione, quando si verifica restano delle tracce identificabili dagli scienziati, che in questo caso non sono state rilevate. I ricercatori continueranno a studiare la galassia nana e i dati di archivio per trovare indizi sulla probabile fine della stella. I dettagli della ricerca “The possible disappearance of a massive star in the low-metallicity galaxy PHL 293B” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.