Uomo paralizzato cammina staminali

Un uomo completamente paralizzato dalla vita in giù è tornato a camminare in seguito ad una complicata operazione che potrebbe riportare la speranza alle persone immobilizzate da un danno alla colonna vertebrale. L'intervento, portato avanti da alcuni chirurghi polacchi, è stato reso possibile grazie all'utilizzo di cellule olfattive, le quali hanno costituito una sorta di "base" sulla quale il tessuto ormai distrutto ha avuto la possibilità di ricrescere.
Un vero e proprio espianto di cellule staminali avvenuto nel 2012, ma che solo ora ha dato i primi risultati concreti. Dare Fidyka, un 38enne bulgaro paralizzato a causa di un incidente avvenuto quattro anni fa è tornato così a muovere i primi piccoli passi. Un traguardo fondamentale per la ricerca: Fidyka è il primo uomo che torna a camminare dopo una completa lesione dei nervi spinali.

"Pensiamo che questa operazione sia il punto di svolta per tutte le persone paralizzate a causa di lesioni alla colonna vertebrale" ha spiegato Geoffrey Raisman, uno dei medici che ha studiato la procedura "Continueremo a svilupparla fino a quando arriveremo ad una svolta storica e potremo ridare speranza a tutte le persone costrette sulla sedia a rotelle".
Nel corso dell'operazione sono state effettuate un centinaio di iniezioni per un totale di circa 500mila cellule, queste ultime prodotte grazie al bulbo olfattivo, una sorta di fabbrica naturale di cellule staminali. A seguito dell'operazione e di un intenso periodo riabilitativo, il paziente è riuscito a camminare e ad ottenere nuovamente la sensibilità dei visceri e la funzionalità vescicale e sessuale.

Uomo paralizzato cammina staminali

Un risultato incredibile se si pensa che mai nessuno era riuscito a riprendersi da una completa rottura della colonna vertebrale. Questo perché, sebbene i tessuti danneggiati continuino a cercare di rigenerarsi, nel caso di una lesione completa alla colonna vertebrale ci sono due problemi fondamentali: barriere costituite dalle cicatrici e una grossa interruzione della "strada".
La cicatrice deve quindi essere riaperta e la colonna vertebrale rotta deve essere ripristinata in qualche modo. A questo punto entrano in gioco le cellule olfattive e alcune strisce di tessuto nervoso rimosse dalla caviglia del paziente; questi elementi vengono trapiantati nel midollo spinale andando a creare una sorta di ponte che collega i due capi della lesione, permettendo ai tessuti di rigenerarsi in maniera completa ed efficace.

Un'operazione il cui successo, allo stato attuale delle cose, dipende molto dal tipo di lesione riportata. "Nel caso di Darek Fidyka la lesione era differente dalle forme più comuni di lesione spinale che sono compressive e coprono aree più estese" ha precisato al Corriere Gianvito Martino, direttore della Divisione di Neuroscienze dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano "Il tipo di ferita ha creato condizioni anatomiche più facili a causa della breve distanza tra i due monconi".
Raisam, però, è sempre più convinto dell'importanza del successo di questa operazione. "Il numero di pazienti immobilizzati è enorme, ce ne sono milioni in tutto il mondo" ha spiegato "Se riusciamo a convincere la comunità mondiale dei neurochirurgi a credere in questa procedura, allora essa si svilupperà più velocemente".