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Prima ancora della cura, è necessario diagnosticare la malattia. Un principio, questo, che conduce gli studiosi ad elaborare test più veloci ed economici. E' della settimana scorsa la pubblicazione di uno studio che potrebbe diagnosticare il cancro allo stomaco con la semplice analisi del respiro. Nella University of Nottingham, invece, si parla del morbo di Alzheimer e di una ricerca in fase di sviluppo che potrebbe ragionevolmente portare alla diagnosi di questa particolare forma di demenza senile attraverso l'analisi del sangue. Se i test dovessero avere successo,  le implicazioni sarebbero molteplici e coinvolgerebbero il paziente e l'intera comunità scientifica. I tempi di diagnosi si ridurrebbero drasticamente, anticipando l'intervento medico e rendendo possibile un contenimento più efficace della malattia. Il morbo, inoltre, potrebbe rivelarsi prima dei propri sintomi, dando modo ai ricercatori di studiarne lo sviluppo, intervenire progressivamente sulle cause e giungere infine ad una cura.

Come funziona. Il test utilizza non soltanto le proteine notoriamente legate al morbo di Alzheimer come l'amiloide e l'APOE, ma anche altri protidi legati all'infiammazione. Ciò aumenterebbe la potenza del test e renderebbe visibili alcuni marcatori nel sangue. Il dott. Eric Karran, direttore della ricerca presso Alzheimer Research nel Regno Unito, è al momento fiducioso: "Anche se c'è ancora molta strada da fare prima di poter usare un test come questo, i risultati sono promettenti".