Credit: NASA / JPL / USGS
in foto: Credit: NASA / JPL / USGS

Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA hanno proposto una missione a basso costo – chiamata Trident – per esplorare Tritone, la più grande luna del pianeta Nettuno. L'oggetto celeste non solo è il più imponente del Sistema solare a non essere ancora stato completamene fotografato, ma sulla sua superficie potrebbe ospitare un oceano e forse addirittura la vita, pur trovandosi a enorme distanza dal Sole. Poiché le prime ed uniche immagini che abbiamo di Tritone derivano dalla vecchia sonda Voyager 2, che lo sorvolò alla fine degli anni '80 del secolo scorso, secondo gli scienziati si tratta di un obiettivo prioritario da raggiungere entro il 2040. A causa dei moti celesti, infatti, superata questa data resterà nell'oscurità per circa 80 anni.

A basso costo. Benché la NASA abbia da poco annunciato il più colossale budget della sua storia (21 miliardi di dollari) per le missioni del 2020 destinate a (ri)conquistare la Luna e a fare da trampolino di lancio verso lo sbarco su Marte, gli obiettivi nel Sistema solare sono innumerevoli e le missioni estremamente costose. Basti pensare ai miliardi di dollari spesi per la sonda Cassini, che ci ha offerto uno sguardo senza precedenti su Saturno, i suoi anelli e le sue lune. La missione Triton, pur essendo estremamente importante e ambiziosa, sarà invece a “basso costo”, inserita nell'agguerrito programma Discovery, quello che prevede di non superare i 500 milioni di dollari. Grazie alle nuove tecnologie e all'esperienza maturata, gli scienziati del JPL sono certi di poter rientrare in questi parametri economici.

Perché Tritone. “È giunto il momento di fare questa missione”, ha dichiarato la dottoressa Louise Prockter, a capo degli scienziati che hanno proposto la missione e direttrice del prestigioso Lunar and Planetary Institute di Houston. “Il momento è di farlo adesso e a basso costo. E studieremo se si tratta di un mondo abitabile, che è di enorme importanza”, ha aggiunto la scienziata. Alcune informazioni sulla presenza del potenziale oceano furono raccolte dalla missione Voyager 2, che immortalò anche possibili pennacchi d'acqua sulla superficie di Tritone; da allora gli astronomi hanno desiderato una missione ad hoc per studiarlo a fondo. Ma come può esserci un oceano liquido su un mondo che a causa della distanza dal Sole dovrebbe essere completamente ghiacciato? Secondo gli scienziati l'interazione con l'ammoniaca potrebbe aver ridotto sensibilmente il punto di congelamento dell'oceano sul corpo celeste. E poiché si ritiene che Tritone ospiti i mattoni della vita, non si esclude che essa possa essersi evoluta in qualche modo in questo mondo lontano e inospitale. La proposta della missione Trident è stata fatta in seno alla Lunar and Planetary Science Conference tenutasi in Texas.