nuovo pianeta scoperto

Sebbene rispetto alle infinità dello spazio possa ben dirsi un nostro vicino, la sua esistenza era rimasta celata agli occhi degli astronomi: oggi sappiamo che c'è un "nuovo" pianeta nei cieli distante appena 4.3 anni luce in orbita attorno ad Alfa Centauri, il sistema stellare più vicino in assoluto al nostro. Grazie allo strumento HARPS installato sul telescopio posto presso l'osservatorio andino di La Silla, un gruppo di astronomi europei guidato da Xavier Dumusque e Francesco Pepe (Osservatorio di Ginevra) ha rilevato la presenza di un pianeta di massa simile a quella della Terra, il più leggero tra gli esopianeti che ruotano attorno a stelle simili al Sole: l'annuncio è stato dato dall'European Southern Observatory (ESO), i dettagli pubblicati in un lavoro sulla rivista Nature.

Alfa Centauri è una delle stelle più brillanti del cielo australe: per essere più precisi, è un sistema stellare triplo, costituito da una coppia di stelle vicine tra loro (Alfa Centauri A e B) e da una nana rossa più distante e meno luminosa chiamata Proxima Centauri. Il pianeta compie il suo giro completo attorno ad Alfa Centauri B in 3.2 giorni. La sua scoperta è anche la forte testimonianza di quanto siano raffinati e di elevato livello gli strumenti di cui la scienza si serve attualmente per scrutare il cosmo. Per individuare l'oggetto celeste, infatti, è stata fondamentale l'osservazione delle piccolissime oscillazioni (di appena 51 centimetri) nel moto della stella, dovute all'attrazione gravitazionale del pianeta in orbita: lo spettrografo di alta precisione HARPS è servito a tale scopo, registrando la velocità radiale della stella, ovvero il suo avvicinamento ed allontanamento dalla Terra.

L'ultimo arrivato sulle carte degli astronomi, per quanto "vicino" e in orbita attorno ad una stella simile al Sole, non è certamente un pianeta che possa dirsi "ospitale", almeno secondo i nostri parametri. Esso si trova, infatti, a circa sei milioni di chilometri da Alfa Centauri B, in pratica molto più vicino di quanto lo sia Mercurio al Sole, il che implica che la sua temperatura superficiale potrebbe essere addirittura rovente: ciò nulla toglie all'importanza di una scoperta che, nelle speranze dei ricercatori, potrebbe magari addirittura essere la prima all'interno di un intero sistema planetario che, fino ad oggi, era rimasto sconosciuto pur essendo il nostro vicino più prossimo. Non a caso, nel XIX secolo, gli astronomi guardavano proprio ad Alfa Centauri per cercare pianeti che potevano essere le potenziali dimore di forme di vita: senza alcun risultato, purtroppo, a causa dei limiti tecnici dell'epoca. «Questo risultato rappresenta un grande passo avanti nell'individuazione di un gemello della Terra nelle immediate vicinanze del Sole. Viviamo tempi emozionanti!»: ha concluso, comprensibilmente entusiasta, Xavier Dumusque.