Da qualche giorno, come sappiamo, la tavola periodica ha quattro nuovi elementi artificiali: ad essi non sono stati ancora assegnati i nomi definitivi ma si vociferava già che si sarebbe tenuto conto, per la scelta, di alcuni parametri che già in passato sono stati determinanti. In che modo, dunque, sostituire Ununtrium, Ununpentium, Ununseptium e Ununoctium?

Era stato già anticipato, ad esempio, che, relativamente all'elemento numero 113, la scoperta da parte dei ricercatori giapponesi avrebbe aperto le strade al nome Japonium secondo una tradizione che ha visto battezzare il francio, il germanio, lo scandio, l'americio nonché i quattro (ittrio, itterbio, terbio ed erbio) ispirati al villaggio svedese di Ytterby. Manifestazioni di campanilismo e nazionalismo, sconfinanti talvolta nello sciovinismo, secondo il divulgatore scientifico Philip Ball che dalle pagine di Nature auspica nuovi nomi che, questa volta, siano in grado di tenere viva l'immaginazione anziché limitarsi a piantare una bandiera. 

Primo Levi da giovane
in foto: Primo Levi da giovane

Da qui la proposta del Levium, in onore di Primo Levi: noto a tutti per essere l'autore di Se questo è un uomo e La tregua, drammatici racconti del campo di concentramento e del viaggio di ritorno da questo, ma che prima ancora di essere deportato ad Auschwitz dai nazisti si era laureato in chimica. «Il Levium significherebbe che la tavola periodica è qualcosa per tutta l'umanità» sostiene Ball: qualcosa che serva ad unire nel ricordo e non ad alzare nuovi muri, benché apparentemente inoffensivi.

Tra le opere di Primo Levi troviamo Il Sistema periodico: 21 racconti recanti ciascuno il nome di un elemento della tavola periodica e ad essi collegati in qualche modo. La chimica, come il dramma di cui fu protagonista assieme a milioni di individui, fu un aspetto fondamentale della sua esistenza, della sua biografia, della sua scrittura.