La corsa alla conquista dello spazio sta coinvolgendo sempre più paesi, e dopo gli importanti risultati raggiunti recentemente da potenze emergenti come India e Cina, anche il Giappone vuol fare la propria parte, con l'ambizioso proposito di portare un proprio uomo sulla Luna entro il 2030. I rappresentanti della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), l'agenzia spaziale nipponica, hanno infatti presentato un piano ad hoc al Ministero delle Scienze, tuttavia l'idea non è quella di progettare e sviluppare un veicolo spaziale proprietario con equipaggio del Sol Levante, ma quello di fornire le proprie tecnologie e i servizi per una missione di respiro internazionale, al fine di guadagnare un posto per un proprio uomo nel prossimo allunaggio. Sarebbe infatti troppo costoso occuparsi di tutti gli aspetti per il pur fiorente e tecnologicamente avanzatissimo paese asiatico.

Di nuove missioni umane da condurre sul nostro satellite naturale si discute da tempo, ma in realtà l'obiettivo è molto più ambizioso, dato che realizzare una stazione spaziale orbitante attorno alla Luna rappresenta un tassello fondamentale per la futura esplorazione di Marte, il sogno ‘proibito' della NASA e della nostra ESA (l'Agenzia Spaziale Europea). Il progetto dovrebbe partire attorno al 2025, e il primo allunaggio di “seconda generazione” si dovrebbe raggiungere attorno al 2030. Com'è noto, infatti, si tratterà di un ritorno dopo la chiusura del programma spaziale Apollo della NASA, che inauguratosi col celebre “piccolo passo per un uomo e un balzo gigantesco per l'umanità” di Neil Armostrong, il 20 luglio del 1969, si concluse circa tre anni dopo, quando il 14 dicembre 1972 l'astronauta Gene Cernan lasciò la sua ultima orma sulla Luna. L'ex astronauta è deceduto all'inizio di quest'anno all'età di 82 anni, in un ospedale di Houston.

Il Giappone ha maturato buona esperienza con i suoi astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e la JAXA è già impegnata in alcuni importanti progetti di ricerca planetaria, ad esempio con la sua sonda Akatsuki, che alla fine dello scorso anno ha intercettato una colossale onda di gravità nell'atmosfera di Venere. Il prossimo anno il governo nipponico valuterà a fondo i dettagli della missione lunare e deciderà se approvarla e finanziarla.

[Foto di Andrea Centini]