Oumuamua, un particolarissimo oggetto celeste proveniente dallo spazio profondo, non emette segnali radio ed è dunque di origine naturale. In altri termini, non si tratta di un'astronave aliena, ma solo di un “semplice” asteroide interstellare, il primo mai osservato nel Sistema solare. L'ipotesi della nave spaziale è stata una delle più affascinanti – e improbabili – avanzate sin dalla scoperta dell'oggetto, avvenuta lo scorso 18 ottobre in seno alla missione PANSTARRS 1 dell'Università delle Hawaii. Ora sappiamo per certo che è del tutto naturale, dopo averlo puntato per ore con gli strumenti più potenti a disposizione sulla Terra.

Oltre agli scienziati del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), il programma più famoso per la ricerca di vita extraterrestre intelligente, la scoperta di Oumuamua ha coinvolto anche quelli del Breakthrough Listen, un progetto finanziato dal miliardario russo Yuri Milner. È stato proprio puntando un potentissimo telescopio del gruppo a determinare l'assenza di segnali radio, e dunque la natura non artificiale dell'oggetto celeste. Nello specifico, gli astronomi Breakthrough Listen hanno utilizzato il Green Bank Telescope sito in Virginia (Stati Uniti), analizzando Oumuamua per ben 10 ore consecutive, nella speranza di intercettare un segnale. Il telescopio è così potente che avrebbe carpito anche il segnale radio di un cellulare all'interno della "nave". Milner aveva dichiarato apertamente le scarse probabilità di una scoperta sensazionale, tuttavia, ha anche aggiunto che l'umanità poteva permettersi “10 ore di osservazione con la migliore strumentazione possibile” per togliersi ogni dubbio.

Oumuamua, che in hawaiano significa “messaggero da lontano che arriva per primo”, è un enorme asteroide di colore rossastro e dalla forma bizzarra, più lunga che larga, che ricorda vagamente quella di un sigaro o di un incrociatore Mon Calamari, una nave spaziale di Star Wars. È lungo 400 metri (ma potrebbe arrivare a 800) e largo circa 40, possiede dunque un aspetto insolito mai osservato prima negli asteroidi. Ma non è stata questa la caratteristica che ha fatto attivare il SETI e il progetto Breakthrough Listen. Ciò che ha colpito gli scienziati è la sua inusuale traiettoria, proveniente molto probabilmente dalla stella Vega. Omuamua sarebbe stato espulso dal suo sistema miliardi di anni fa, in seguito a un evento catastrofico, e il suo viaggio nello spazio profondo lo ha portato fin dentro al Sistema solare. Viaggia a circa 38 chilometri al secondo e ora si trova a 200 milioni di chilometri dalla Terra, allontanandosi sempre di più. A maggio del prossimo anno supererà Giove, mentre a Gennaio 2019 saluterà anche Saturno.

[Credits: European Southern Observatory/M. Kornmesser]