Credit: Dipartimento della difesa/TTSA
in foto: Credit: Dipartimento della difesa/TTSA

Un esponente della Marina militare americana ha confermato che tre video con misteriosi oggetti volanti – pubblicati a partire dal 2017 – non solo sono reali, ma mostrano effettivamente qualcosa che non si è riusciti a comprendere e identificare. La forza navale statunitense non sta affatto suggerendo che si tratti di UFO nel senso più suggestivo del termine, ovvero navette pilotate/controllate da alieni e simili, ma semplicemente che si è innanzi a fenomeni non ancora compresi. Del resto per questi ultimi è stato deciso di adottare una nuova e specifica definizione, quella di UAP, acronimo di unidentified aerial phenomena, fenomeni aerei non identificati.

A confermare la veridicità dei tre video noti al grande pubblico come “FLIR1”, “Gimbal” e “GoFast” è stato Joseph Gradisher, ufficiale e portavoce del Deputy Chief of Naval Operations for Information Warfare. È la prima volta che un così alto esponente della Marina militare americana conferma l'avvistamento di simili oggetti, nonostante lo avessero già fatto spontaneamente cinque piloti ed ex piloti di caccia Super Hornet F/A-18, a bordo dei quali tra il 2014 e il 2015, durante missioni di addestramento, furono registrati i famosi video. Come indicato, i filmati iniziarono a circolare in rete dal 2017, lanciati dal New York Times e dal sito The Stars Academy of Arts & Science (TTSA), e all'epoca si parlò di video desecretati dal Pentagono. In realtà, come confermato Joseph Gradisher al sito web dell'intelligence The Black Vault non sarebbe affatto così. In pratica, il Pentagono non era ancora pronto per divulgare ciò che viene mostrato in questi video. Come confermato dai piloti dei caccia, gli oggetti erano infatti capaci di manovre “disumane”, come accelerare a velocità ipersoniche in un attimo, arrestarsi con la medesima velocità e cambiare direzione repentinamente.

“La Marina designa gli oggetti contenuti in questi video come fenomeni aerei non identificati”, ha dichiarato Gradisher a The Black Vault. “La terminologia ‘fenomeni aerei non identificati' viene utilizzata perché fornisce una descrizione di base per gli avvistamenti/osservazioni di velivoli/oggetti non autorizzati/non identificati che vengono visti mentre entrano/operano nello spazio aereo durante missioni militari”, ha aggiunto l'ufficiale. Insomma, ci troviamo innanzi a video reali di oggetti che si comportano in modo stranissimo, inconcepibile per gli stessi militari. L'ipotesi aliena resta comunque la più remota, per quanto suggestiva; va infatti tenuta presente la possibile presenza di droni o altri velivoli sperimentali. È indubbio tuttavia che la presa di posizione della Marina non fa altro che alimentare il mistero.