La lotta contro il cancro è prima di tutto una battaglia contro il tempo. Lo sa bene il mondo scientifico e, nello specifico, coloro che da anni studiano una tecnica innovativa e poco invasiva per la diagnosi precoce della malattia. L'esame del sangue per l'individuazione di cellule maligne è una modalità di diagnosi che stanno sviluppando ricercatori americani per il tumore alle ovaie, studiosi singaporiani per il tumore al fegato ed ora anche esperti giapponesi per una più ampia varietà di presenze maligne. Secondo quanto riferito dall'equipe nipponica, la speranza è che il test possa essere usato entro cinque anni. Terminata con successo la fase di sperimentazione, la nuova diagnosi potrebbe essere applicata per individuare i tumori del seno, dello stomaco, dell’esofago, del polmone, del fegato, del pancreas, del colon, dell’ovaio, della prostata, della vescica.

Ma non solo. Il metodo che da qui ai prossimi anni sarà sperimentato dai ricercatori orientali potrebbe un domani essere sviluppato anche per diagnosticare precocemente l'Alzheimer ed altre malattie degenerative. Secondo i ricercatori l'esame del sangue potrebbe mettere in evidenza alcuni marcatori del cancro, precisamente i micro acidi-ribonucleici (microRna). La ricerca, che ha potuto beneficiare dei dati di 65mila pazienti documentati dal Centro nazionale del cancro nipponico, è stata realizzata dall'Organizzazione giapponese delle nuove energie e tecnologie industriali (Nedo). Qualora la sperimentazione dovesse produrre i risultati sperati, sarà possibile in futuro individuare tumori con esami poco invasivi, che porteranno i pazienti a scoprire in anticipo eventuali tumori maligni proprio perché non disincentivati da diagnosi ritenute dolorose o imbarazzanti.